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Roma

Il Vigile

“È meglio che ti ci abitui da piccolo alle ingiustizie, perché da grande non ti ci abitui più!”. Così Alberto Sordi, nei panni dell’incorruttibile vigile Otello Celletti, parlava al figlio ne “Il vigile” con una frase che è stata per anni censurata poiché ritenuta oltraggiosa per la morale sociale.

A distanza di più di cinquant’anni la conferma che la realtà non è poi così cambiata. È di poche ore fa, infatti, la notizia degli arresti domiciliari per l’ex capo dei vigili urbani di Roma Angelo Giuliani. Corruzione e falso ideologico in atto pubblico, queste le accuse rivolte dalla Procura di Roma e che ormai sono all’ordine del giorno tra gli innumerevoli scandali che, da anni, vedono coinvolte le più alte cariche del Corpo di Polizia Municipale capitolino.

L’inchiesta, iniziata all’incirca due anni fa, vede l’ex comandante dei vigili coinvolto in un giro di mazzette per una somma di circa 30 mila euro per aver indotto ad assegnare alla società SeA (“Sicurezza e Ambiente”) l’esclusiva pulizia e ripristino della viabilità stradale a seguito degli incidenti avvenuti sulle strade della capitale. Tale assegnazione sarebbe avvenuta senza una regolare gara d’appalto, grazie ad una contropartita di tangenti sborsate dalla SeA sotto forma di sponsorizzazioni a favore del centro sportivo dei vigili urbani di Roma, gestito dallo stesso Giuliani. I fatti, risalenti al 2010, vedono coinvolta la società in questione rappresentata dal direttore generale Angelo Cacciotti, dal legale Giovanni Scognamiglio e dal dirigente Iano Santoro: tutti agli arresti domiciliari.

Giuliani è inoltre accusato di aver falsificato diversi documenti per far parte della commissione di un concorso, svoltosi nel 2012, bandito per l’assunzione di trecento nuovi vigili urbani, così da manipolare lo stessa gara agevolando persone “segnalate” per ottenere susseguenti tornaconti a suo favore. E pensare che l’ex comandante, nominato nel 2008 dall’ex sindaco Veltroni e che ha visto riconfermata la sua importante posizione con Gianni Alemanno, era già stato coinvolto in una inchiesta che lo vedeva protagonista in una storia riguardante il rilascio di licenze commerciali per negozi situati nel centro della città.

Lo scandalo aveva addirittura portato il buon Giuliani a parlare di “nemici potenti e corvi in Campidoglio che lo volevano fuori da li…”.

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