Roma

Angelo Mai, la non coerenza del Campidoglio

Angelo Mai, la non coerenza del Campidoglio
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Il caso “Angelo Mai” fa capire come ci sia qualche problema amministrativo (o organizzativo?) in Campidoglio. Il controsenso che si respira a Roma, o ancora meglio la “non coerenza”. Lo stabile occupato viene sgomberato dalle forze dell’ordine, nella giornata di ieri tra tanti bambini e famiglie. Sembra tutto, purtroppo, rientrare nella solita routine, ovvero come è avvenuto tante e tante volte ad altrettanti stabili occupati. Ma ecco che succede qualcosa di strano, il sindaco Marino fa un clamoroso passo indietro. “Non appena abbiamo appreso degli sgomberi in corso in via delle Acacie, Via Tuscolana e nel centro sociale Angelo Mai, mi sono immediatamente attivato con il vicesindaco Luigi Nieri per capire quante persone fossero coinvolte. Si tratta di circa 300 persone in emergenza abitativa, fra cui oltre 70 bambini, coinvolte, nel caso dell’ex scuola di via Tuscolana, in progetti di autorecupero a fini abitativi”, scrive il sindaco sul suo blog.

E aggiunge: “Siamo molto preoccupati per queste famiglie e, soprattutto, per i tanti bambini che si sono ritrovati per strada da un momento all’altro. Siamo altrettanto preoccupati per l’improvviso sgombero dell’Angelo Mai, un importante presidio culturale cittadino, perfettamente inserito ed integrato nelle attività socio-culturali del territorio, su cui siamo disponibili a trovare soluzioni condivise”.

Quindi; “Il problema dell’emergenza abitativa, in città, presenta ormai cifre allarmanti. Da mesi siamo impegnati a sollecitare al Governo nazionale una moratoria degli sfratti e stiamo lavorando con la Regione Lazio e con i movimenti per il diritto all’abitare per trovare soluzioni a questo grave fenomeno”.

Infine conclude: “Gli sgomberi di questa mattina sono inseriti nell’ambito di un’indagine condotta dalla Digos e coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, per presunte estorsioni condotte a danno degli occupanti. Senza entrare nel merito delle indagini condotte dalle autorità giudiziarie, verso le quali nutriamo la massima fiducia, Roma Capitale, è intenzionata a chiedere l’immediato dissequestro delle strutture sequestrate questa mattina”.

Ma se le cose stanno davvero cosi’, perche’ il primo cittadino non ha evitato lo sgombero all’ultimo? Chi mai e’ stato allora a ordinare lo sfratto coatto? E cosa ancor piu’ grave: come e’ possibile che il sindaco Ignazio Mario non sapeva dell’intervento delle forze dell’ordine?

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