Roma

Strade ancora chiuse
e i Romani imprecano

Strade ancora chiuse <br> e i Romani imprecano

Di Marcello Rubini – Ho dovuto prendere un taxi, capita anche alle persone normali, e sono rimasto imbottigliato nel traffico per non so quanto tempo, sicuramente il doppio previsto dal tragitto. Con il tassista, tipico romano molto cordiale, ne è scaturita una conversazione interessante sugli ingorghi della capitale. La sintesi è che Roma ultimamente è molto peggiorata. C’è un motivo in tutto questo, un problema che non è stato ancora risolto. Subiamo ancora gli strascichi dall’emergenza maltempo di più di un mese fa. E’ assurdo ma è ancora così. Quella massa d’acqua che è caduta sulla città, oltre a ricoprire letteralmente le strade creando veri e propri crateri, ha anche sradicato alberi e creato smottamenti e piccole valanghe. Tra le più colpite è la zona di Roma Nord, quella parte di città tra le più ricche e le più borghesi. Alcune strade vitali come la Panoramica sono aperte a metà, altre sono chiuse a tratti. Il tassista, sicuramente una voce autorevole perché lui sulle strade ci lavora tutti i giorni, mi ha detto che un traffico così non lo vedeva dalla fine degli anni ’90, ovvero da quando ancora non c’era il traforo che collega la tangenziale est con Pineta Sacchetti.

Non ha torto il tassinaro. Anche se oggi apriamo la cartina e notiamo come i tratti di strada chiusi siano minimi, in realtà, se poi ci passiamo con la macchina, ci accorgiamo di quanto siano vitali. C’è il tratto della Trionfale, quello che passa per l’aristocratica Villa Miani (dove un po’ più avanti si appartano le coppiette), ancora completamente bloccato. Si tratta di strada che è una validissima alternativa a Via delle Medaglie d’Oro o alla già citata Panoramica. Oppure c’è un altro tratto chiuso che rompe le scatole ai cittadini. Piccolo ma fondamentale, è quel pezzettino della Cassia che scende giù da Piazza Giuochi Delfici. Qui sono stati messi degli appositi new jersey che bloccano l’accesso agli automobilisti, a meno che non siano i residenti del complesso che ha l’accesso proprio in quella via. Quel blocco genera un traffico pazzesco che congestiona tutto il resto. Il problema è che i lavori dureranno ancora moltissimo, e si pensa che la situazione sarà bloccata fino ad Aprile inoltrato.

I cittadini sono arrabbiatissimi e hanno ragione. La mattina, dal lunedì al venerdì, la Cassia per quel blocco è completamente intasata. Nella notte qualcuno, armato di bomboletta spray ha scritto “Marino e Torquati (presidente del municipio nda) le vere frane siete voi”. Intanto mentre l’automobilista medio impreca vedendo quella stradina bloccata, alcuni cittadini ne approfittano. Ci portano a spasso il cane, ci fanno jogging, ci passeggiano manco fosse via del Corso, magari ammirando la forza della natura che ha creato una notevole frana. C’è anche chi la usa per cambiarsi gli assorbenti (vedere foto in galleria) …

Detto questo è strano come, nonostante la rabbia che si somma anche con quella dell’acqua all’arsenico, non siano ancora tantissimi a chiedere la testa del sindaco e di tutto il suo entourage. Se ci fosse stato Alemanno forse le lamentele sarebbero state tutte molto più vistose ed eclatanti. Eppure manco Gianni era arrivato a questo livello di casino capitolino (con tanto di bilancio ancora da rifinire).

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