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Photoshop e Giorgia Meloni, quei manifesti incriminati – Foto

Di Marcello Rubini – Giorgia Meloni è una che non s’arrende, bisogna ammetterlo. Anzi è “senza paura”, che è proprio uno dei suoi slogan preferiti. Quindi non teme le critiche e va avanti, decisa, per la sua strada. Se ne frega dei giudizi negativi che riceve, ma il più delle volte non sono sulla sua politica e sulle sue idee, che tra l’altro non è che piacciano proprio a tutti tutti, ma riguardano i manifesti con il suo volto che a ogni campagna elettorale ricicciano fuori e incartano i quartieri romani, e quelli di altre città. 
E’ riaccaduto di nuovo. Lei scrive su twitter (attenzione: lo ha scritto davvero!): “Ogni volta che esce un manifesto con una foto decente tutti a dire che è ritoccata… E’ ufficiale: il mondo mi considera una cozza… @-@“. I commenti al tweet sono implacabili: “un po’ cozza sei in effetti”, gli risponde un tizio, e un altro “COZZINELLA! :***”, infine uno addirittura si spinge al “beh vedila così….DONNA NANA……”.

Meloni europee

Il problema, cara Giorgia, è che photoshop con la destra sociale stona! Mica Giorgio Almirante e un altro fascistone vecchio stile come Pino Rauti ricorrevano a questi interventi estetici. Certo, il miracoloso software negli anni di piombo ancora non c’era, ma si dava più importanza alle ideologie estremiste più che alle rughe o all’appeal. Eh!

Qui poi c’è anche la recidiva! La prima volta, per la cronaca, fu a novembre del 2012. Giorgia Meloni e i suoi militanti vivevano in quella fase di transizione tra il Pdl e Fratelli d’Italia. Il primo manifesto incriminato voleva proprio lanciare la sua candidatura alle primarie come leader del Popolo della Liberà, sfidando Angelino Alfano per subentrare a Silvio Berlusconi. Una vita fa praticamente! Poi le primarie non si sono più fatte, Berlusconi il quale aveva detto che non si sarebbe candidato, invece lo fece… Infine, lo sappiamo, il Pdl subì la scissione, ecc ecc.

Quel manifesto la ritraeva angelica, lo sguardo in alto e i capelli mossi e lunghi, con una luce che gli illuminava il volto e la faceva apparire pura: senza macchia e senza imperfezioni. Poi quando la città si svegliò, dopo le affissioni, arrivano i commenti veleniferi. E lei rispose esattamente come ha fatto in questi giorni: “Dicono che avrei taroccato la foto del manifesto perché è carina… Ma sono così brutta dal vivo? :)”, scrisse.

Ma c’è ricascata anche più recentemente. 8 marzo, Festa della donna, Roma si era svegliata ancora una volta ricoperta dai manifesti con il volto di Giorgia Meloni. Quel giorno le polemiche non erano però per l’ennesimo utilizzo di Photoshop, ma perché erano ovunque e praticamente tutti abusivi…

 Ecco i manifesti photoshoppati di Giorgia Meloni piu’ altre foto da non perdere
Video Gli Sgommati: Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi e Angelino Alfano e lo scherzo dell’ascensore brasiliano (dal min 6:24)

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