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I 10 esemplari femminili delle palestre romane

I 10 esemplari femminili delle palestre romane

Di Frankie Dunn e Pierre de Coubertin – Corrono, sudano e faticano per eliminare i chili di troppo. Ma a volte chiacchierano, fanno public relation o perdono solo tempo. Dalle accanite tutto l’anno a quelle che si riducono all’ultima settimana prima della prova costume: sono le donne che popolano le palestre.

10. L’olimpionica

olimpionica

C’ha la fiamma di Olimpia che le brucia dentro. Vorrebbe eccellere in tutte le discipline, dalla maratona al curling, lei vuole sempre vincere e primeggiare su tutti gli altri. Per lei l’unica medaglia è quella d’oro, non accetta mai il secondo posto. In palestra è socievole ma ti sbatterà sempre in faccia la sua scheda da professionista e i suoi successi nelle altre competizioni sportive. Lei è una che ci crede e gioca pulito, odia il doping ma ha un’alimentazione rigida. E’ quella che fa: “Ci alterniamo?”, mentre tu stai facendo gli esercizi in tranquillità, e sarai costretto a tenere il suo ritmo. Per lei ogni sfida non è il just do it, ma il next level della Nike. 

9. L’acchittata

bar rafaeli

Va in palestra come se avesse il tavolo alla Cabala. Appena entra lei tutta la sala si ferma. Fa su e giù tra la reception, la macchinetta del caffè e l’angolo del cardio fitness. Ogni volta che si sposta i maschi lasceranno dietro di lei una scia di bava. Di norma ha la tutina attillata grigia, scarpe nike sgargianti, maglietta fluo e capelli raccolti con la coda. Alla fine ci parlano solo i personal trainer perchè tutti gli altri hanno i complessi di inferiorità. Non suda mai, e se suda sgorga Chanel N°5.

8. Quella senza speranza

sfigata palestra

La madre l’ha spinta a iscriversi per farle fare un minimo di vita sociale, col sogno che, a 32 anni, possa finalmente conoscere l’altro sesso. E’ l’ultima spiaggia. Ma non dovrebbe andare in palestra, dovrebbe andare a Lourdes. La vedi lì tutta concentrata. Indossa la tuta acetata da casalinga in pensione, che già a velocità 2 quando pedala sulla cyclette fa le scintille. A velocità 10 rischia l’autocombustione. E’ un pesce for d’acqua, vive in un mondo tutto suo e non si accorge dell’universo che ha intorno. E’ ad alto rischio accollo: anche gli addetti alla sala, che sono pagati per stare lì, cercheranno di sbolognarla in due minuti.

7. La milf

milf

Ci sono due categorie di milf. L’ammogliata annoiata e la donna in carriera. La prima usa la palestra per riempire le sue lunghe e vuote giornate dopo aver lasciato i figli a scuola. La seconda la usa per scaricare lo stress tra una conference call e una cena di lavoro. La prima arriva in palestra direttamente con i pantaloni di Dimensione Danza del 2001, gli unici che le fanno il bel culo, e  la felpa nera con la zip aperta. La seconda arriva in tailleur con i capelli perfetti, e quando esce è precisa a come è entrata. In entrambi i casi i pischelletti di turno ci butteranno un occhio, nella speranza di fare il colpaccio. Ma loro cercano solo trentenni. Prima si lasceranno rimorchiare e poi ci rimarranno sotto.

6. La vintage

vintage

Pensa di essere in un video di Madonna degli anni ’80. Fuseaux, scaldamuscoli e fascetta di spugna sulla fronte. Alla sala pesi preferiscono sempre la lezione di aerobica.

5. La personal trainer

personal

Ha un fisico perfetto, l’atteggiamento da maestrina/gatta morta. Un’attitudine che le serve per lavorare, perchè allena solo uomini, gli unici che le danno 100 euro per un’ora scarsa di lezione. E’ odiata da tutta la popolazione femminile della palestra, perchè quello è il suo regno. Tutte le donne mormoreranno sulle sue presunte storie con i clienti. In realtà gli unici due che ci hanno provato davvero poi hanno rischiato le botte serie dal fidanzato ex campione di boxe.

4. L’uomo

uomo

Un tempo era una donna. Inizia la giornata facendo colazione con aminoacidi, creatina e steroidi. Ha più muscoli di Arnold Schwarzenegger quando era Mister Olympia. Per tutti gli ormoni che prende si rade le ascelle due volte al giorno. Quando apre la bocca sembra uno scaricatore di porto, infatti familiarizza con i più rozzi della palestra. Non lascia residui di sudore, lascia le cascate del Niagara e serve un intero rotolo di Scottex per usare un macchinario dove è appena stata lei.

3. Il gruppetto

gruppetto

Non hanno capito che la palestra non è un bar del centro, anche se loro rimangono convinte di fare un aperitivo. Fanno tutte gli esercizi insieme, e lo fanno lentamente. Dagli inciuci degli amici al gossip nazionale, la loro principale attività è la chiacchiera. Il loro è un lavoro più intellettuale che fisico.

2. La sfaticata

sfaticata

Velocità 5, pendenza 1, voglia 0. Si è iscritta in palestra solo per stare a posto con la coscienza, una coscienza che è costata a suo padre ben 800 euro. Lei dorme, si fa un pisolino. Non si spinge mai oltre al tapis roulant, modalità passeggiata, o ai manubri da un chilo, al massimo si concede una lezione di pilates, ma alla seconda avrà già mollato. Dopo un mese diventerà assenteista.

1. L’incapace

incapace

Senti un botto. Il classico rumore dei 15 chili di Lat Machine che sbattono. Ti giri ed è lei, è sempre lei: l’incapace. Dopo 5 minuti ti giri e si sta strozzando con il bilanciere che non ha manco i pesi ai lati: la salvano in tre. Non capisci mai se ci è o ci fa, fatto sta che crea sempre il panico nella sala. Cara incapace, non fare palestra, datti all’uncinetto!

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