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Roma

Marino vuole il Modello Londra, tappezzare Roma di telecamere

Di Marcello Rubini – Prendiamo una bilancia e mettiamo in un piatto la libertà dell’individuo, e nell’altro la sua sicurezza. La bravura di chi amministra o di governa sta nel saper bilanciare i due piatti. A Roma questo equilibrio sembra difficile da trovare, e così Ignazio Marino ha pensato bene di creare un piano antispaccio che prevede l’istallazione a tappeto di telecamere nei quartieri dove lo smercio di sostanze è più noto:nSan Lorenzo e Pigneto. Il piano partirà nei prossimi trenta giorni, lo ha annunciato Marino, al termine del Comitato per l’ordine e la sicurezza che si e’ tenuto questa mattina in Prefettura. Si parla del “modello londinese”.

 telecamere-Londra

L’ultima Carta di Marino

Ignazio Marino non sa più come gestire il problema sicurezza.  Dopo le proteste degli abitanti del Pigneto e l’aggressione a Vladimir Luxuria, il sindaco si gioca l’ultima carta: le telecamere. Dice: “Il Comune fa e continuera’ a fare la sua parte in due modi: vigilera’ affinche’ ci sia un’azione per la quale ringraziare le donne e gli uomini delle forze dell’ordine, e sul modello di Londra, evidentemente in proporzione perche’ non abbiamo lo stesso livello di risorse, nelle prossime settimane inizieremo a installare telecamere al Pigneto e a San Lorenzo a spese del Comune. E’ un progetto che vogliamo portare a compimento nei prossimi trenta giorni. Non abbasseremo la nostra vigilanza e il nostro livello di guardia: in questo momento il Comune vuole tolleranza zero rispetto allo spaccio che infesta i quartieri”.

 Il sindaco aggiunge : “Abbiamo deciso che i tecnici della polizia locale e del Comune si riuniranno con i tecnici delle varie forze dell’ordine e della Prefettura per individuare esattamente quali siano le strade, le vie e le piazze principali in cui installare le telecamere. In questo modo vogliamo aiutare le forze dell’ordine nel loro lavoro anche attraverso la dissuasione che la ripresa delle immagini determinera’ su chi spaccia e su chi acquista”. “Insomma, non vogliamo assolutamente mollare la presa su un problema per noi vitale perche’ la sicurezza dei cittadini, la possibilita’ di potersi muoversi liberamente e poter vedere il proprio quartiere libero dalla criminalita’, penso siano determinanti. Non ne posso piu’ di vedere immagini che mi arrivano quotidianamente di siringhe piantate nei vasi vicino agli alberi e scene di spaccio perche’ questo non e’ accettabile in nessuna citta’ e minimamente puo’ esserlo nella nostra”, conclude Marino.

london-cctv

Le telecamere nei quartieri della Movida

L’idea di tappezzare la città di telecamere ad alcuni piace così tanto da proporla anche in altri quartieri. Marco Paccione, il Capogruppo del PD del Municipio XV, non solo parla di “giusta direzione”, ma dice di allargare il piano in altri quartieri. “È opportuno valutare l’installazione e l’ampliamento dei sistemi di video sorveglianza, sul modello Londra, anche in altre aree interessate da eventi sportivi e musicali, oltre che dalla movida, come quella di Ponte Milvio e dello Stadio Olimpico e dei suoi dintorni, oltre che nelle zone più periferiche o a rischio, che richiedono un aumento immediato di presidi e controlli”, aggiunge il Capogruppo del PD del Municipio XV, Marco Paccione. E’ strano come un sindaco di centrosinistra che si è pure proclamato favorevole alla legalizzazione delle droghe leggere sia diventato peggio di un sindaco di destra, e che apra laa strada clamorosamente all’utilizzo coatto delle telecamere. A Londra questa misura di sicurezza non venne utilizzata per combattere lo smercio di droga ma per difendersi dagli attentati. Era infatti il 1999 quando una bomba esplose a Soho devastando il bar Admiral Duncan.

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