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Roma

Marino solo contro tutti. Anche la sinistra intellettuale lo scarica

Di Marcello Rubini – E’ ormai chiaro che nello scacchiere contro il sindaco Ignazio Marino non ci siano solo le pedine provenienti dall’opposizione o dal centrodestra, ma ci sono anche quelle della stessa area politica del primo cittadino. Anzi a oggi la destra romana non sembra proprio in grado di tirare la spallata al sindaco. Bravissimi nelle dichiarazioni, pronti nei comunicati sagaci, ma dal dopo Alemanno hanno perso il consenso della piazza. Chi invece è autore di una vera perdita di consensi, che si aggira al 40% secondo i sondaggi in poco più di un anno, per Marino è stata propria la sinistra. Da quando c’è Matteo Renzi al governo il Partito Democratico si è sempre dimostrato insoddisfatto del proprio uomo in Campidoglio, ma la decisione sulla sua sorte è stata sempre rimandata.


E’ emblematico allora come mediaticamente Marino è attaccato, ferito e lasciato da solo quotidianamente. Barbara Palombelli, moglie dell’ex sindaco Francesco Rutelli, lo ha completamente massacrato. Su Il Foglio scrive quello che per lei è l’obiettivo del primo cittadino: “Rottamare Roma. Chiuderla, vincolarla, renderla inaccessibile. Farla diventare come quelle città finte di Las Vegas o di Macao: orrendi bar, terribili pizze vendute con cartelloni sandwich che ti impediscono di camminare, camerieri che ti spingono verso quegli antri puzzolenti tanto alle cinque di pomeriggio che alle due di notte”.

E ancora: “Pullman ovunque, masse che si riversano senza sapere nulla davanti a monumenti presidiati da ogni tipo di camion-wurstel, venditori di vomito plasticato colorato che ti lanciano sui piedi ogni genere di schifezza, bolle di sapone rancido che ti esplodono sulla giacca. Un incubo? No, la pura realtà. Sembra una follia”. Ed è sempre la Palombelli a scrivere che le tanto ostentate pedonalizzazioni siano totalmente inutili: “I marciapiedi e le strade, appena liberati dal traffico, vengono attribuiti alle gang di malavitosi con una geometrica precisione: la geopolitica dell’imbroglio trionfa da un’etnia all’altra (naturalmente a capo di tutti i racket ci sono sempre italiche connivenze con le cosiddette forze dell’ordine).

Lo stesso si potrebbe dire per la casina Valadier e Villa Borghese: inarrivabili, diventeranno il far west di pericolosi risciò e di ogni zozzeria, come già accade”. Quindi: “Il Tridente liberato diventerà un girone infernale, altro che Medioevo. Magari. Sarà impossibile avvicinarsi a piazza del Popolo o piazza di Spagna – indifesi e a piedi – mentre ogni categoria di questuanti ci seguirà per strapparci qualche euro o scipparci il portafogli. Nell’indifferenza generale, la marcia distruttiva su Roma prosegue senza sosta: i centri commerciali alle porte della città diventeranno la nuova capitale artificiale”. Insomma un quadro davvero decadente per Roma e la sua storia. E a dipingerlo non è un Matteo Salvini qualunque.

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