Roma

L’altro Chiosco cambia pelle, sabato il festone d’addio

L’altro Chiosco cambia pelle, sabato il festone d’addio

Di Antonio Rossellino – Un salotto di Roma, così è stato definito Ponte Milvio dal comune di Roma. Fu la giunta Rutelli a eleggere una decina di piazze romane da sottoporre a regole estetiche rigidissime. Proprio per questo “L’altro chiosco” come lo conosciamo non ci sara’ piu’, e farà posto a una nuova struttura uguale alle altre edicole presenti sul piazzale.

Sabato la chiusura, con una grande festa, i primi di marzo la riapertura. La struttura verrà completamente abbattuta e sostituita da una nuova, più moderna. Un mese di chiusura, per tornare con un locale molto più grande, ma perdendo un po’ di romanticismo. E con un po’ di rabbia per la gestione della questione da parte del comune: infatti per andare incontro alla legge comunale, i tutte le spese della ristrutturazione sono a carico dei proprietari, senza il minimo aiuto, incentivo o risarcimento.

“Se ci fossero state agevolazioni era un altro discorso, ma oltre alla mancanza di incentivi c’è anche il totale disinteresse del municipio – ci racconta Alessandro, uno dei soci – tutto è lasciato a noi commercianti, e non c’è neanche comunicazione tra gli uffici. Sicuramente ristrutturare il locale per noi è una cosa buona, la struttura è vecchia e per noi restaurare era un’idea, ma lo avremmo fatto con più calma. Il “chiosco” nuovo sara’ piu’ grande, dentro avremo un piccolo spazio per i clienti ma senza tavoli, mentre il grande gazebo adiacente resterà com’è”.

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La ristrutturazione forzata vale per tutti i locali “on the road” di Ponte Milvio, il giornalaio e il negozio di scarpe davanti ad Aristocampo hanno già provveduto, “Il pistola” quasi, il grattacheccaro rimarrà chiuso finchè non si uniformerà. L’unico che resta fuori dal discorso è “Il chiosco”, quello di Joe Rivetto, per il locale accanto al ponte vale l’escamotage del valore storico. I commercianti non hanno accolto molto bene l’imposizione.

Tutte le nuove edicole provengono dalla stessa fabbrica, la Tabacchiera, l’azienda che consiglia il Comune di Roma. E proprio da li’ uscira’ il nuovo “altro Chiosco”. Dopo i lavori che per un mese ci priveranno dell’aperitivo, della colazione o della birra dopo cena, in quel chioschetto caldo e intimo, un po’ in stile sudamericano, che ora cambiera’ per sempre. Un posto che timidamente si è fatto spazio tra i locali altisonanti del “ponte”, ed è piano piano diventato un’autorità. Sabato i fedelissimi lo saluteranno come si deve.

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