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I 10 tipi di romani che vivono a Londra

I 10 tipi di romani che vivono a Londra

Di Larry Sportello e Shasta Fay Hepworth – Da Vigna Clara al Trullo, da Torpignattara all’Eur, i romani a Londra sono tantissimi, e li riconosci subito. Occhiali da sole, Woolrich addosso, zuccotto e Trainer ai piedi. Ognuno ci va per un motivo diverso, e quando si incontrano si abbracciano come se fossero fratelli. C’è chi ci va “per imparare l’inglese”, chi per studiare, chi solo per scappare. Alla fine quasi tutti tornano dalla “perfida Albione”, qualcuno con la coda tra le gambe, qualcun’altro con grandi racconti. Ma tutti con una cosa in comune: nessuno sa parlare una parola d’inglese.

10. Il nobile

nobile londra

Appena Tommaso ha deciso di andare a Londra, il nonno l’ha subito chiamato per dirgli che gli comprava la casa. E non una casa qualunque, in zona 2 o 3, ma “una villetta carina a Holland Park”. Roba da un paio di milioncini. Lui neanche esulterà più di tanto, perché è sempre stato abituato così, si limiterà a ringraziare il nonno al telefono. Poi andrà a Londra, atterrando al London Airport con la British Arways, e finirà a lavorare in qualche casa d’aste di quelle importanti, tipo Sotheby’s o Christie’s. Poverino.

9. Il fattone

fattone

Dopo aver studiato per 4 anni giurisprudenza senza risultati, non sapeva che cazzo fare e per tagliare la testa al toro ha deciso: “Vado a vivere a Londra”. Così in un colpo solo andrà a vivere da solo e i suoi non gli romperanno più le palle perché non studia. E poi a Londra si trova l’erba buona, un po’ cara ma si può sempre dire che servono per la spesa. Finirà per raccontare di aver trovato un lavoro serio, in realtà farà il barman e passerà tutte le sue serate al Fabric, dove per arrotondare spingerà deliziose pasticche di ecstasy. Si farà il doppio taglio, i più estremi addirittura la cresta. Finito il periodo d’oro tornerà in Italia, quando non avrà più una lira, e continuerà a non fare un cazzo peggio di prima. Almeno per 3 mesi tornato a Roma dirà ai suoi di stare ancora a Londra per farsi passare i soldi.

8. Il lavapiatti

lavapiatti

E’ da quando ha 7 anni che ama cucinare, tutti gli amici gli dicono che è bravissimo e i genitori lo spronano a diventare chef. Ma in Italia non c’è lavoro, e poi “gli chef italiani all’estero spaccano”. E allora il suo sogno comincia all’aeroporto, si vede fra 5 anni ad aprire un ristorante a Notting Hill, e magari potrà conoscere il suo idolo Gordon Ramsey. Finirà a fare il lavapiatti in un pub di Picadilly, e gli unici che conoscerà saranno i bangla suoi colleghi, che gli daranno ordini.

7. Il linguista

linguista

“Vado a imparare l’inglese a Londra”. Con questa scusa si fa finanziare interamente il viaggio dai genitori, che per farlo partire ipotecano casa. Ma sono contenti lo stesso perché il figlio vuole diventare poliglotta. Lui per non pesare troppo si farà affittare una camera, magari in zona 2, che, visto che a Londra gli inglesi non ci stanno, condividerà con due italiani e tre spagnoli. Per un anno vivrà lì, frequentando un corso d’inglese carissimo, e per un anno, al corso d’inglese, conoscerà solo italiani. Tornerà a Roma che sa più il cosentino dell’inglese. Ma non potevi andare alla British School a Corso Francia?

6. Quello del Marymount

universitario

Viene dalla scuola inglese più prestigiosa di Roma, e dopo tredici anni di retta milionaria insieme a tutti gli amici ricchi sfondati andrà a Londra. Rigorosamente zona 1 e rigorosamente università privata, tipo la Royal Holloway, o la Regent, o al limite la London School of Economics. Lì continuerà a vivere nella sua bolla di sapone, e a drogarsi come un cane. Ma deve prendersi la graduation, così il papà amministratore delegato potrà inserirlo meglio nel suo ambiente, sennò come fa a presentarlo a Von Clausewitz per farlo entrare alla Bentley?

5. Il figlio d’arte

figlio d'arte

Pietro ha la casa a via Margutta e i genitori sono entrambi pittori. Lui ha sempre avuto la predilezione per l’arte, ma anche per un’altra cosa, la stessa dei genitori: la droga. Mamma e papà lo mandano felici a Londra a trovare se stesso e incominciare ad essere un vero artista. Finirà a farsi le pere a Bricklane, in qualche casa di spacciatore marocchino.

4. Quella che sogna di fare moda

moda

La mamma e la nonna le dicono sa sempre che è bravissima a disegnare abiti. Ha anche aperto un fashion blog da un po’ di tempo e le sue amiche la leggono sempre. Dopo un corso di ricamo al cinema America ha deciso: parte per Londra, vuole sfondare nella moda, vuole diventare la nuova Krizia o Vivienne Westwood, o addirittura la nuova Diane von Furstenberg. Si è già informata e ha scelto, andrà alla Marangoni. Finirà per fare la commessa da Topshop e si vestirà solo da H&M, perché saranno gli unici abiti che si potrà permettere.

3. Il cervello in fuga

cervello in fuga

E’ laureato con 110 e lode in Ingegneria Edile. Dopo due anni di stage e tirocini non pagati ha deciso che si è rotto con l’Italia e con il paese corrotto e disoccupato, vuole emigrare. Decide Londra, una città “grande e dalle grandi possibilità”. E aveva ragione, enormi possibilità, con la sua laurea in ingegneria finirà a costruire panini da Subway a Regent Street.

2. L’homeless

homeless

E’ partito con 1000 euro per un mese, che al boreau de change di Heathrow sono già diventati 650 pound. Era convinto di trovare un lavoro in un mese, e che quei soldi gli sarebbero bastati. Finirà per mangiare riso e patate e non potersi neanche bere una Ale inglese al pub. Dopo un mese tornerà e avrà meno soldi di prima. Ma che ce sei andato a fa?

1. Quello di Roma Nord

quello di roma nord

Agli amici di Vigna Clara non può raccontare che sta in zona 3, quindi pur di abitare in zona 1 si trova una bettola che divide con due polacchi e un brasiliano. Voleva andare a Londra per imparare l’inglese, per “fare un’esperienza”, ma soprattutto per riuscire finalmente a scopare come voleva, perché “a Roma Nord se la tirano tutte”. E poi non poteva arrivare a trent’anni senza aggiornare il “luogo in cui vivi” su Facebook, tutti i suoi amici lo hanno fatto. Tornerà dopo un anno che non sa una parola d’inglese, che sarà andato a letto con due scozzesi ciccione ubriache, e con quattro nuovi amici, tutti di Roma Nord ovviamente.

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