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I 10 tipi di runner della Maratona di Roma

I 10 tipi di runner della Maratona di Roma

Di Ambro e Dorando Pietri – Ottantamila persone domenica mattina si schiereranno ai Fori Imperiali per dare il via alla ventunesima edizione della Maratona di Roma. Ci saranno di tutte le età, di tutte le nazionalità. I romani saranno tantissimi, da quello che ci crede fino in fondo, a quello a cui frega solo del rinfresco dopo.

10. L’imbucato

banana

Non sa manco lui perché sta lì, non ha mai corso in vita sua, il suo ambiente è tutt’altro. Ce l’hanno iscritto i suoi amici e visto che il sabato sera ha fatto presto ha deciso di partecipare. Arriva in ritardo con le Adidas Trainer e i pantaloncini da calcio della Roma sponsor Ina Assitalia, perché sono gli unici che ha, e la maglietta bianca della Pickwick. Dopo un po’ di attesa decide che forse non è il caso di rischiare la vita e torna a casa.

9. Il kenyota

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Si sente Abebe Bikila alle Olimpiadi di Roma del 1960. Ormai pesa 40 chili, quasi come Bikila, sono due anni che mangia solo tofu e beve integratori, ogni giorno si sveglia alle 6 prima del lavoro e si allena per arrivare preparato al grande appuntamento. Arriva alla partenza ai Fori Imperiali che pensa che potrà stare coi migliori, si sente un professionista e gli amatori per lui sono delle pippe. Pensa di farcela in 2 ore e 40, alla fine stremato, dopo 3 ore e mezzo di corsa, deciderà di dare l’addio alla corsa.

8. L’improvvisato

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E’ un mese che ha iniziato a correre, va a Villa Ada e corre non più di mezz’ora di fila, ma ha deciso, ha seguito il suo fuoco interiore e vuole sfidare se stesso. Ormai nella sua testa è diventato sportivo e vuole consacrarsi, ha deciso di comprare la pettorina, un giorno prima che chiudessero le iscrizioni. Inizia coi migliori propositi ma dopo 20 minuti già si accorge di aver fatto un’immensa cazzata, di aver buttato soldi e, se non si ferma subito, anche anni di vita. Farà il vaghissimo infilandosi in un bar anche prima concludere il “Roma Fun” di 5 chilometri.

7. Il fomentato

fomentato

Ormai vive per la corsa, lo conoscono tutti a lungotevere perché ogni giorno lo vedono che corre nel traffico tutto sudato con la lingua di fuori. Adesso che si corre nella sua città è il suo evento annuale, non può mancare. Ormai non ha più amici, esce solo con amici corridori, con cui dopo il lavoro si vede sulle sponde del Tevere per farsi la sua corsetta. Paga profumatamente un allenatore privato che gli segue i tempi, ora è il suo momento. Arriva tre ore prima della partenza a riscaldarsi, prima di partire fa un’ultima chiamata al personal trainer per farsi dare le ultime dritte e poi parte. Arriverà anche qui alla fine, penserà di aver fatto l’impresa del secolo, insieme ad altre 80 mila persone.

6. Il collezionista di pettorine

collezionista pettorine

Si è fatto la maratona di New York, quella di Londra, e anche quella di Valencia. Ormai non fa più viaggi di piacere, prende l’aereo solo per fare maratone. Gli si è grippato il cervello perché si è innamorato di una malata di corsa e per questo vuole diventare il nuovo Baldini. Non parla d’altro che delle sue esperienze, delle città che ha visto tutto sudato e con la sua amata pettorina. Tutte quelle che ha usato ce le ha ben esposte in casa, per farle notare e farsi chiedere, pronto a rispondere a qualsiasi domanda. Quest’anno appenderà la quarta pettorina della maratona di Roma. Una vita intensa.

5. Quello che infarta

infarto

Dopo 10 minuti è viola, dopo 15 vomita, dopo 20 arriva l’ambulanza per arresto cardiocircolatorio. Bello mio, se il giorno prima ti sei bevuto tre litri di vino non puoi pensare di farti 40 chilometri la mattina. L’unico fra tutti i partecipanti che riuscirà a far parlare di se sui giornali più del vincitore, sezione cronaca nera.

4. Quello dipendente dal Nike Plus

nike plus

Ti ha rotto il cazzo per 6 mesi su Facebook e Instagram condividendo i suoi cazzo di percorsi, con il tempo che faceva, senza che a te (e manco agli altri) fregasse assolutamente niente. I suoi 8 chilometri al laghetto di Tor di Quinto sono diventati quasi un incubo per tutti i suoi amici Facebook. Adesso è arrivato l’apice del suo hobby preferito, mettere in mostra le sue imprese sportive. Iphone 6 attaccato al braccio, Rihanna a palla e Nike Plus pronto a partire. Te te lo immagini lì tutto gasato alla partenza, e gli auguri che lo smartphone gli si blocchi mentre corre e che perda tutti i dati della maratona.

3. Il runner compulsivo

runner compulsivo

Ossessionato dai tempi che farà, si porta il cronometro anche al bagno. 24 ore su 24 parla di corsa, porta tutti i suoi famigliari fino alle terze generazioni ad assistere ad ogni gara, anche la più sfigata. Nella peggiore delle ipotesi la moglie resta a casa, con l’amante.

2. Il vecchio dentro

vecchio

Ha 24 anni ma ne dimostra 40. Ha la mentalità di un quarantenne, il lavoro di un quarantenne, la vita sociale di un quarantenne, e soprattutto il fisico di un quarantenne. Alla sua età potrebbe avere il fisico di Cristiano Ronaldo e invece essendo vecchio dentro è anche vecchio fuori. Tutto rachitico con la ciocca bianca, corre storto e soffre fino alla fine. E’ talmente vecchio dentro che prima di iniziare dirà a tutti: “Se arrivo vivo alla fine”. E svegliati, che c’hai na vita davanti!

1. Il fighetto

fighetto

Pensa che la Maratona di Roma sia tipo il We Run Rome. Ha speso 250 euro di attrezzatura, le ultimissime scarpette della nike, maglietta termica e pantaloni “pacco-control”. Andava a un matrimonio spendeva di meno per il vestito, e tutto questo per crollare dopo 15 chilometri. Ma tanto il suo obiettivo l’ha raggiunto, farsi notare e postare una foto alla partenza per i suoi consueti 40 like con cui va a letto tranquillo.

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