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Non mangiare fa diventare piu’ intelligenti

Di Giovanni Castellano – Non mangiare fa bene, adesso è ufficiale. Le nonne e le mamme che per un’epoca intera hanno detto a figli e nipoti: “Mangia che fa bene”, si sbagliavano di grosso. L’uomo non è fatto per mangiare quattro volte al giorno, siamo stati creati per farlo quando capita e i nostri geni sono ancora quelli di allora.

La risposta viene da uno nuovo studio mondiale, ma in primis dal nostro corpo: perché dovremmo avere degli organi – il fegato per esempio – capaci di conservare energia per poi renderla disponibile quando serve? Le riserve di zucchero che si accumulano nel fegato per quasi 12 ore, quando si esaurisco tornano nel sangue e raggiungono muscoli e cervello per essere fonte di energia. Ed è proprio questa la svolta dell’ultimo studio: digiunare fa formare nuovi neuroni.

Basta infatti astenersi dal cibo per 24 ore perché nel cervello si formino nuovi neuroni. Insomma il nostro organismo si difende dallo stress di stare qualche ora senza cibo adottando una serie di precauzioni che col tempo proteggono i nostri tessuti da guai peggiori. Stare un po’ senza mangiare fra l’altro riduce l’infiammazione, migliora la risposta immune e potenzia la capacità delle cellule di liberarsi da sostanze di scarto. E non basta, il digiuno rallenta persino la crescita dei tumori, almeno nei topi; anche le cellule del cancro hanno bisogno di energia ma non sanno farlo utilizzando i chetoni. Così in animali che mangiano un giorno sì e uno no il tumore non cresce.

Qui cadono le abitudini alimentari consigliate negli ultimi cento anni. Che evidenza c’è per esempio che la famosa “colazione abbondante del mattino” faccia bene? Quasi nessuna. E della merendina a scuola per i bambini? Nemmeno. Abbiamo più bambini in sovrappeso di qualunque altro paese d’Europa salvo Cipro. Le diete che vengono proposte prevedono di ridurre la quantità di calorie o che si mangino soltanto certi cibi; solo frutta e verdura per esempio oppure solo proteine e ancora dieta dissociata, dieta zona o dieta del gruppo sanguigno. In realtà tutti questi sistemi fanno perdere un po’ di peso all’inizio ma alla lunga non portano a nessun vantaggio.

La soluzione? Si potrebbe provare a digiunare uno o due giorni la settimana oppure mangiare solo in certe ore del giorno e saltare qualche pasto (comunque bisogna bere, almeno due litri al giorno). Per diabetici, per chi soffre di cuore e forse anche per chi ha un tumore sarebbe un toccasana. Questo per lo meno è quello che pensano Mark Mattson di Baltimora e tantissimi altri scienziati americani ed europei – fra loro c’è anche un italiano, Luigi Fontana – che hanno pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences un lungo articolo per ricordare alla comunità scientifica i vantaggi e le basi teoriche del mangiare solo ogni tanto.

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