Roma

Fleming, via Valdagno senso unico, il quartiere in rivolta

Fleming, via Valdagno senso unico, il quartiere in rivolta

Per molti è la “via con l’albero in mezzo”, in pochi sanno il vero nome della strada. Via Valdagno è la via che collega la primissima parte di via Flaminia Nuova (quella di fronte a Rocco Toys), con Largo Melegari, la piazzetta più alta del Fleming.

Da via Valdagno defluisce molto del traffico che va dal Fleming a Corso Francia e in senso inverso. Adesso l’amministrazione, inspiegabilmente, vuole rendere la strada a senso unico da via Civitella d’Agliano fino a Largo Melegari.

Ieri si è svolta la votazione e il Municipio ha approvato la scelta, oggi verrà resa pubblica e appena i vigili avranno aggiunto i cartelli niente più macchine contromano, si potrà solo andare verso Largo Melegari e non il contrario. Il quartiere è esploso di rabbia, in una zona in cui già il traffico c’è anche a Ferragosto, questa decisione non fa altro che aumentarlo.

Soprattutto gli abitanti delle zone limitrofe a Largo Melegari, per andare verso Corso Francia dovranno per forza passare per via Flaminia Vecchia, aumentando il traffico già preesistente sulla strada. Anche Donatella Scafati, il comandante dei Vigili Urbani, aveva espresso perplessità riguardo la decisione, ricordando il pericolo che “maggiori interruzioni del traffico dei veicoli circolanti su via Flaminia in direzione Corso Francia” provochino “ulteriori rallentamenti sulla via consolare in entrambe le direzioni”.

Via Cappelli, Via Valdagno, Via Tonezza, Via Marostina, Largo Melegari, gli abitanti di tutte queste strade dovranno fare il giro largo e passare per forza per via Flaminia per andare ovunque. I cittadini sono terrorizzati, i commercianti anche, per questo hanno organizzato una raccolta firme contro la decisione, con dei cartelli distribuiti nei palazzi dal titolo “No al senso unico di via Valdagno”. Ormai però è troppo tardi.

Adesso il senso unico è legge, l’amministrazione c’è riuscita, votando a fine luglio per fare “meno rumore”. Si vedrà a settembre se la scelta è stata azzeccata o si rivelerà un autentico disastro.

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