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La nostra festa dell’Aniene

Di Felice Fanetti – La festa dell’Aniene, già il nome incute timore e sacralità. Sembra il rito per un Dio, per un fiume, e invece è ancora di più, è la festa dell’estate. E’ l’evento più esclusivo della stagione romana, la festa che tutti aspettano, le pischelle si comprano il vestito settimane prima, i pischelli nei gruppi di Whatsapp non parlano d’altro delle pischelle che vogliono puntare, nei giorni prima le palestre e i solarium sono più affollati, è tipo il gran ballo di fine anno.

Arriviamo verso le 11, parcheggiamo il nostro motorino scassato tra una Smart e una Mini, che casualità. Poi alziamo gli occhi e ci rendiamo conto che non è una casualità, Smart Mini Mini Smart Smart Mini, non ci sono altri modelli. Entriamo dentro ed eccoci nel fantastico mondo dei ricchi, quello che la crisi è quella del ’29, quello che stava in vacanza da un mese ma è tornato a Roma per la festa, quello che paga 36 mila euro d’iscrizione per un circolo sportivo.

smart mini

Dentro è il Festivalbar della fica, i primi venti minuti avrebbero un impatto devastante su qualsiasi uomo eterosessuale. Dopo però subentra l’assuefazione, è talmente tanta la quantità che dopo un po’ non ci fai più caso. La musica è quella dei locali di Roma Nord, la commerciale finta underground che tanto piace agli incamiciati, da Robin Schultz a Paul Kalkbrenner, da “One Day” a Gigi D’Agostino.

In pista ci sono i pariolini veri, le macchiette, quelli integralisti, quelli che non se ne perdono una, quelli ormai quasi anacronistici: faccia pulita e sbarbata, pelle lampadata, capelli corti, camicia bianca, orologio che costa quanto un motorino e fisico palestrato ma non coatto. Ci sono i classici soci dell’Aniene, quelli di 60 anni che hanno le fidanzate russe di 20 con la gonna giro culo e gli occhi spiritati. C’è anche qualche coppia di coetanei adulti che sembra uscita da La Grande Bellezza e balla tutta agghindata e ubriaca di champagne.

Champagne che ha bevuto alla cena da 40 euro prima dell’evento, perché il bar lo champagne non lo serve. Da bere c’è solo Gin Tonic, Vodka Tonic, Gin Lemon, Vodka Lemon e Rum e Cola, un menu un po’ deludente per essere all’Aniene, ma ad alcol donato non si guarda in bocca. E poi c’è l’unico open bar della storia senza calca, alla fine siamo sempre nel circolo più esclusivo di Roma, ordiniamo due Gin Tonic per cominciare.

discoteca

Ci immergiamo di nuovo nella pista e capiamo che il livello di pariolinità è esagerato, siamo allo zenith del pariolinismo, era da tanto che non facevamo un’immersione così profonda dentro Roma Nord. Ci sono le persone che si fanno tutte le feste più fiche di Roma, c’è il giro giusto, ci sono i “figli di”, ci sta il 30% del Pil italiano a questa festa.

In mezzo a tutta questa Roma bene ci viene voglia di farci una cannetta, così per farci riconoscere. Ma non si può, ci sono buttafuori a tutti gli angoli, bisogna uscire fuori, e invece no, noi vogliamo farcela dentro. Dopo un’attenta ricerca geografica troviamo un punto strategico e inespugnabile. La facciamo e l’appicciamo, ci sentiamo come i Beatles quando hanno fumato a Buckingham Palace, come Snoop Dog alla Casa Bianca, fino a quando tre buttafuori ci beccano e ci cacciano da lì, per fortuna l’avevamo appena spenta.

Riaccendiamo giù, sulla splendida sponda del Tevere dove si svolge il party, sono ormai le 2 e le facce sono cambiate, l’atmosfera è molto più rilassata e ubriaca, la formalità di prima è andata a farsi fottere, tutti sembra andare verso l’apice e invece bum, black out. Scatta la luce e la musica si ferma, la gente inizia a impazzire, ad urlare, tutti pensano che la festa sia finita e invece dopo 10 minuti riparte.

copertina

Dopo altri due Gin Tonic (e la canna) ci sembra la festa più bella del mondo. I vecchi ballano come dervisci con le loro russe intorno, le pischelle stanno su di giri alzano le mani a ogni attacco di basso, i ragazzi sempre più ingrifati fissano le pischelle che alzano le mani. Dopo un’ora in cui ci ricordiamo solo di aver preso l’ultimo Gin Tonic la pista si inizia a svuotare, rimangono solo gli ultimi romantici, sono le 3, i più cool se ne sono già andati, o a un’altra festa, o al Rebel cambiandosi la camicia con la maglietta col taschino, o a dormire perché domani vanno in barca, oppure a fare niente ma fa fico andare via presto. Noi a quel punto ci sentiamo troppo sfigati per rimanere, ormai ci siamo calati nella parte, viva Roma Nord, ma soprattutto viva l’open bar.

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