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Il romano a Capodanno

Il romano a Capodanno
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Di Luca Covelli – Sabato 31 dicembre 2016, ore 16, la sveglia dell’iPhone 7 di Gianluca suona sul comodino. E’ capodanno ma lui ha pensato bene di bere anche il 30 e i 5 Gin Tonic di ieri sera al Coho Apartment ce l’ha ancora tutti in circolo. Sta già per annullare la sveglia ma in quel momento gli viene in mente che è il grande giorno, il grande giorno che aveva promesso a Flaminia da mesi e mesi. Capodanno fuori Roma solo loro due, un capodanno intimo e tranquillo ai Castelli. Un capodanno di cui si è pentito il secondo dopo averlo proposto.

Vorrebbe morire alla sola idea ma alla fine si riacchiappa e riesce a trascinarsi verso il bagno. Dopo una fondamentale doccia ha ancora i conati di vomito ma deve andare avanti. Nel frattempo si accorge che “Flami” lo ha praticamente lasciato dopo averlo provato a chiamare 12 volte, mandato 30 whatsapp minatori e un messaggio vocale, in cui gli dice che “questo Capodanno dev’essere perfetto, mi raccomando”. La chiama subito scusandosi, recuperandola in extremis come al solito e promettendole che la passerà a prendere per le 19, a quel punto inizia la vestizione. Boxer rossi Ralph Lauren per fare bella figura quando la sua bella lo spoglierà, calzino Gallo per lo stesso motivo, stivaletto Chelsea perché la madre gli ha detto che a Castel Gandolfo fa freddo. Per l’occasione si mette il maglione 10 fili di cachemire che gli ha regalato la nonna e una North Face a finire prima dell’immancabile cappellino Carhartt.

Nel frattempo i suoi amici Andrea, Matteo e Francesco sono tre uomini in missione. Dopo gli ultimi capodanni di merda quest’anno hanno fatto le cose in grande, con un solo obiettivo, un solo fine, un solo risultato: scopare. Per non arrivare impreparati hanno prenotato il festone di Roma per eccellenza: la Casina di Macchia Madama. Addirittura su spinta di Matteo hanno prenotato anche la cena di Gala, oltre al tavolo, l’open bar e tutto il resto. “180 euro spesi bene” continua a ripetere Matteo guardando tutte le invitate dell’evento. Ed è proprio questo che stanno facendo i tre, stanno scegliendo sull’evento Facebook le prede della serata. Non possono sbagliare, hanno preparato tutto nei minimi dettagli e hanno solo un motto: “Chi lo fa a Capodanno lo fa tutto l’anno”. Per l’occasione hanno deciso tutti e tre di fare il grande passo, alla festa ci vanno con lo spezzato, a colpo sicuro, perché alla giacca e alla cravatta non si dice mai di no.

Intanto Gianluca è arrivato da Flaminia, lei dopo 35 minuti d’orologio scende con un vestito che invece che ai Castelli sembra che deve andare alla notte degli Oscar. In tutti e 35 i minuti Gianluca ha pensato solo una cosa “Chi me l’ha fatto fare, potevo andare con gli altri”. Naturalmente lui prima di arrivare ha comprato ciò che lei le aveva ordinato di comprare minacciando di lasciarlo: una boccia di Veuve Clicquot. Andando Flaminia posta 2 foto su Instagram e 5 video su Snapchat, #capodannoperfetto #capodannoinlove #tiamo #ilovecapodanno #capodannoeamore, non è più nella pelle. La magia però si infrange appena entrano al ristorante scelto e prenotato due mesi prima da quello che è praticamente un uomo morto, bastano 10 secondi a Gianluca per capire la cazzata che ha fatto, sembra una sagra di paese: camicie a collo alto, fumo intenso di MS rosse, vino novello, perfino il piano bar. Flaminia è furiosa, voleva la serata perfetta e invece Gianluca ha prenotato “una coattata tremenda”.

Mentre i due stanno vivendo un incubo, il trio delle meraviglie sta già fuori di melone. Il vino della cena di gala scende come l’acqua ma ti fa come il whisky, l’andazzo goliardico e scopereccio li ha già pervasi, le vibrazioni sono perfette e già hanno preso appuntamento al tavolo con 3 fichette dei Parioli che hanno fatto finta di conoscere ma di cui in realtà sapevano vita, morte e miracoli dai profili Facebook, Instagram, Twitter e persino Linkedin.

Finita una cena da mensa della Caritas, Flami e Gianlu stanno per avvicinarsi al momento infallibile, la “vedova” fredda da sbocciare a mezzanotte. Peccato che usciti dal ristorante si rendono conto che lo champagne per poco non si è ghiacciato per il freddo che fa, la madre gli ha consigliato i Chelsea ma il clima è da Moon Boot, saranno meno 10 gradi. A quel punto Flaminia impazzisce, dice di riportarla a casa, che ha rovinato tutto, che lo vuole lasciare. Dopo qualche minuto però Gianluca riesce a riportarla alla calma e lei tornata in se dice le parole più insperate che il povero malcapitato potesse immaginare: “Vabbè chiama i tuoi amici va, raggiungiamoli a Macchia Madama”.

Gianluca viene pervaso da un misto di stupore ed eccitazione, non perde un secondo per evitare che cambi idea anche se dentro di se ha un momento di giubilo più grande del gol di Grosso al mondiale 2006, un giubilo che però non può manifestare, si deve fare i cazzi suoi. Mentre chiama i tre loro sono già praticamente in coma etilico, capisce solo tre parole di quello che gli dicono: “Vieni, vieni, vieni”. Arrivati alla villa Flami e Gianlu li viene a prendere una ragazza con due cocktail in mano, loro non capiscono, non sanno che è una delle tipe spizzate, selezionate e rimorchiate dai 3 che ormai gli fa da accompagnatrice.

Arrivando al tavolo anche Flami, che non faceva un sorriso da Santo Stefano, non può che prendersela a bene. Lo scenario è composto da Andrea, Matteo e Francesco che sono completamente fuori di testa, in super up, e hanno appena fatto partire un trenino per tutto il locale.

Ormai Gianluca ha perso le speranze, quando però si gira verso Flaminia e la vede sorridere capisce, lei gli fa “dai, trenino!”, lui non ci crede ma non ha tempo per pensare e rischiare di perdere una simile occasione. Dopo 4 ore di balli, cocktail, musica e altri trenini il gruppo ormai è di 8 persone, i tre moschettieri e le loro donne scelte su Facebook, Flami e Gianlu. La serata finisce con una splendida alba davanti a un cornetto prima di andare a fare quello che se si fa a capodanno si fa tutto l’anno. E’ il 2017.

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