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I 10 tipi di trentenni romani

I 10 tipi di trentenni romani

Di Bruno Cortona e Montenegros – I trentenni di oggi sono molto diversi dai trentenni di ieri, oggi i trentenni romani sono un’incetta di irrisolti, mammoni e nostalgici. Seguono le pagine Facebook sugli anni ’90 e vorrebbero costruire la DeLorean per tornare nel 2003. Adolescenti coi capelli bianchi che non riescono ad accettare la crescita. Eccone 10 esemplari.

10. Il padre di famiglia

Fino a 25 anni era Jim Morrison, le sue serate alcoliche erano raccontate da Ponte Milvio a Balduina. Poi, non si è mai saputo se è stato voluto o no, a 28 anni si è ritrovato con l’erede. Adesso il figlio ha 2 anni, lui invece ne dimostra 45. E’ ingrassato e si veste come Fantozzi. Non esce mai, lo puoi incontrare al Carrefour alle 8 di sera a comprare pannolini e cereali, più una bottiglia di vino per lui e la mamma, per darsi alla pazza gioia. Le uniche occasioni mondane in cui si fa vedere sono i funerali.

9. Il maratoneta

Fino a poco tempo fa era una persona normale, poi tutto d’un tratto per colpa di qualche video su internet e qualche amicizia sbagliata è stato impossessato da un kenyano e non ha più smesso di correre. We Run Rome, Race for the Cure, Maratona di Roma, di tutto. Ormai mangia solo vegano, vegetariano, macrobiotico, biologico, i pasti del Gemelli sono più saporiti dei suoi. Corre tutti i giorni con una tenacia che manco Forrest Gump e in pochi mesi ha raggiunto un peso forma da malato terminale. Se provi a proporgli una serata alcolica ti guarda come se gli avessi offerto il Peyote.

8. L’avvocato

E’ quello che agli aperitivi a Ponte Milvio ci arriva in giacca e cravatta. Chiede anche perdono: “Scusate regà, vengo dal lavoro” e si prende un Aperol Spritz. A 18 anni non sapeva che cazzo fare della sua vita, i suoi lo volevano laureato e allora ha scelto giurisprudenza a Roma Tre. Dopo qualche difficoltà iniziale dovuta alla vita di vizi e virtù ha ingranato e dopo il 110 e lode è stato messo dal padre nello studio degli amici ai Parioli. A 45 anni gli verrò la sindrome di Peter Pan e lascerà tutto per aprirsi un bar a Santo Domingo.

7. Il cervello in fuga

Dopo la laurea in Architettura a Valle Giulia presa con ottimi voti, ha provato qualche anno da ricercatore precario per decidere alla fine di lasciare l’Italia ed emigrare all’estero. E’ finito a Maastricht a vedere il sole una volta l’anno però con un signor stipendio. Quando torna in Italia parla del suo lavoro come se fosse un ingegnere della Nasa e insulta l’Italia e chi ci resta. In realtà sta vivendo un secondo Erasmus in cui fa l’italiano medio apposta per rimorchiare.

6. Peter Pan

Dieci anni fa giocava a Fifa, guardava i Simpsons e leggeva la Gazzetta, adesso fa le stesse identiche cose. Dieci anni fa proponeva gli aperitivi all’altro Chiosco, li propone ancora. Dieci anni fa passava tutta l’estate al mare coi suoi, idem come sopra. Ha perso un po’ di capelli e ormai c’ha la pancetta ma la sostanza è uguale, mentre tutti gli altri hanno le ansie di: carriera, soldi, figli, moglie, casa. Lui l’unica cosa che lo agita è vincere a Fantacalcio, tutti lo prendono in giro ma in fondo lo invidiano tantissimo.

5. Il piazzato

A 30 anni non ha mai fatto un colloquio di lavoro, non ha mai fatto un secondo lavoro e non ha mai avuto una difficoltà. Il padre già dal 1987 aveva deciso per lui, e lui non si è tirato indietro. La farmacia di Piazza Mazzini è già sua, arriva alle 11 e se ne va alle 5, e la maggior parte del tempo la passa su Instagram a guardare le amiche della ragazza. E dice anche di lavorare molto, in realtà l’unico “molto” del suo lavoro è lo stipendio, se si calcola all’ora è tipo quello dei calciatori che vanno a giocare in Cina. Nella vita il culo o te lo fai o ce l’hai.

4. L’eterna matricola

E’ da cinque anni che sta al terzo anno di Giurisprudenza a La Sapienza, quegli ultimi 16 esami non riesce proprio a darli. Il classico “parcheggiato all’università”. I genitori continuano a pagargli le tasse universitarie e non demorde, vive ancora dai suoi, non ha fretta, nello studio del padre ci può entrare anche a 36 anni. La sua ragazza più piccola conosciuta in Erasmus sta per prendere il master e lui ancora deve dare Filosofia del diritto. Ma ce la farà, si, alla Niccolò Cusano con 70 e un calcio in culo.

3. L’hippie coi soldi

Ha un attico in Prati e l’iPhone 7, si sveglia a mezzogiorno e fa colazione biologica (più cara di un ristorante stellato). Poi va in bicicletta (scassata) a comprare l’Internazionale vestito come Gandhi per sapere la situazione dei ribelli in Cile. L’estate va in giro in camper con altri amici aristofreak come lui. Fa il chitarrista in un gruppo con i suoi amici più poveri per sentirsi come loro, a volte si reinventa regista e youtuber, entra in qualsiasi progetto gli propongano. Frequenta solo il Pigneto e San Lorenzo, in gruppi in cui si sentono tutti candidati all’Oscar. E’ pieno di amici gay.

2. Il fuori sede

E’ nato a Cosenza, ma ormai è a Roma da quasi 15 anni. Ha studiato economia alla Luiss e dopo si è messo a fare un po’ di stage in giro tra Deloitte, Ernst Young e Accenture. I suoi genitori gli hanno comprato casa a Calabria Town: il quartiere africano. Frequenta solo calabresi, i romani li vede solo alle feste (e manco sempre). Ha l’avvocato calabrese, il commercialista calabrese, persino il barbiere calabrese. Nonostante i 30 anni quando “scende” si porta ancora tutte le tonnellate di roba che gli prepara la madre: dalla soppressata al caciocavallo, dai peperoncini alle salamelle.

1. Lo spacciatore

E’ quello che becchi a San Lorenzo e sta sempre con una canna in bocca. Da piccolo comprava poca erba per rivenderla in “mezze” crepate agli amici e fumarci gratis. Adesso l’azienda si è ingrandita, ha fatto il salto imprenditoriale. Anche perché a 30 anni fumando 20 canne al giorno non potrebbe fare un altro lavoro. Ha il suo contatto a San Basilio che non condivide con nessuno e appena ci passa scrive a tutti i clienti. Gli amici evitano di dirgli qualsiasi cosa sulla sua vita perché il suo contatto è comodissimo e non vogliono che smetta. Finirà difeso da un suo amico avvocato che gli farà guadagnare gli arresti domiciliari. Dove continuerà a spacciare.

 

 

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