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Romanordismi: il viaggio mistico

Romanordismi: il viaggio mistico

Di Giuseppe Valadier – Vittoria Sofia è dei Parioli, papà chirurgo, mamma figlia di una famiglia di costruttori, l’unico lavoro che ha fatto la madre in vita sua è stata la curatrice della mostra di una sua amica francese alcolizzata.

Più o meno come la figlia, che dopo le suore alle elementari e medie, e il 78 al Mameli ha cominciato Studi Orientali a piazza Vittorio, ha imparato il cinese in quelli che dovevano essere 5 anni ma sono diventati 8 tra viaggi intercontinentali con il ragazzo di turno (Giappone, Australia, New York), canne fuori dagli speakeasy, compleanni noiosi dei suoi amici pariolini del liceo e ogni tanto l’md ai festoni di musica elettronica. Ora ha 27 anni e di lavorare ha meno voglia della madre, non vuole però fare la parte della mantenuta e farsi dare la classica casa di proprietà per affittare su Air Bnb.

In più Giulio l’ha lasciata da un mese e c’ha ancora in testa quel film di Sean Penn che ha visto da una sua amica a Capalbio di cui non si ricorda mai il nome (“In the Wild? In Wild West? Com’era?”). L’altra sera facendo una canna sulla mansarda di Camilla a viale Bruno Buozzi le è venuta l’illuminazione: vuole andare in India a “scoprire se stessa”. Subito si è messa in moto e la madre, ex finta sessantottina, gliel’ha appoggiato subito e ha sentito il suo amico prete della parrocchia di piazza Ungheria per mandarla in un posto sicuro a fare volontariato. Giro due mesi e dopo diverse cene di addio agli amici tra Zuma con le amiche parioline, al ristorante cinese di Sonia con quelle dell’uni e Il Caminetto con i genitori, il grande giorno è arrivato.

L’accompagnano i suoi con l’ML grigia fiammante del padre, appena li saluta scatta subito il selfie “presso Aeroporto Intercontinentale Leonardo da Vinci”, didascalia: “a presto Roma, ma non troppo (emoticon sfigata)”. Pioggia di like e di commenti con domande le cui risposte servono solo a trovare un argomento di cui parlare al prossimo aperitivo al Jarro. I commenti sui gruppi Whatsapp si sprecano: “È una radical chic”, “so tutti boni coi soldi dei palazzi”, “non dura più di 2 mesi”. Tutte verità. E infatti la povera Vittoria Sofia dopo 10 giorni passati a cucinare per orfani indiani e pubblicare circa 20 foto al giorno su Facebook, crolla e decide che il viaggio va proseguito da sola.

Un mese e mezzo scarso in cui le avventure da InterRail non durano più di 2 giorni per poi lasciare spazio ai grandi alberghi indiani con colazione a buffet e wi-fi, tanto con i bonifici di mamma e papà potrebbe anche comprarseli i grandi alberghi. Dopo due mesi, tre cellulari rubati, una carta di credito persa, 7000 euro spesi e 650 foto pubblicate, torna ai Parioli per seguire il suo destino, la sua vera vocazione scoperta in una spiaggia di Goa davanti a un tramonto: disegnare costumi da bagno. Il tutto, ovviamente, con i soldi della casa su Air Bnb.

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