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Il romano a Monti

Il romano a Monti

Di Bruno Cortona – Il romano a Monti ci va quando vuole fare un po’ il radical, quello alternativo, quello del mercatino vintage, di Pifebo e dell’andare in giro in bici. Dopo qualche mese che non ci va ha necessità di tornarci, perché dopo un po’ quella Roma internazionale e acculturata che non c’è in nessun altro posto gli manca. Quella Roma impregnata di arte e tradizione, la Roma di Monicelli, che su Monti ha girato anche il famoso documentario “Vicino al Colosseo c’è Monti”.

Francesco e Giada hanno deciso, stasera serata alternativa. Hanno voglia di andare in un bel posto a fare aperitivino, magari con Campari Spritz, poi una buona cena sana in un posto carino e un drink tranquillo after dinner con inclusa passeggiata. Prati? Troppo mondana. Ponte Milvio? Troppo casino. Trast? Ci sono andati la settimana scorsa. Quello che vogliono ha un solo nome: Monti.

Partono con l’sh di Giada perché a Monti anche di lunedì sera c’è meno parcheggio che a Fregene il 2 Giugno. Ma soprattutto per non prendere la solita multa per il tagliando delle strisce blu scaduto, che ormai a Roma fanno sempre e soprattutto a Francesco e Giada che se lo scordano ogni volta. Lungotevere con la brezza primaverile in faccia, Ponte della Musica, Palazzaccio, piazza Venezia, finalmente via Panisperna. Una volta messo il blocca sterzo la serata può finalmente cominciare.

Primo dilemma: dove fare l’aperitivo. Davanti a loro si palesano tre possibilità: bottiglia di Valpolicella ai Tre Scalini, rischiando però di aspettare una mezz’ora buona per un tavolo, andare a fare gli hipster al Black Market, o un Moscow Mule da alternativi al Cafè Bohemien. Ma la serata è troppo bella per stare al chiuso, alla fine optano per due Nastro Azzurro da 66 al bangla, sigaretta e chiacchiera “in piazzetta”, seduti sulle scale della fontana in mezzo a grafici che si fanno le canne, erasmus di architettura e americani con i selfie stick. Giada all’inizio la vede come una scelta da Roma sud ma bastano due sorsi per farsela prendere a bene col sole in faccia.

Mentre parlano sentono lingue diverse e ascoltano i discorsi di una famiglia tedesca che sta decidendo in che posto turistico andare a mangiare la carbonara, poi gli studenti che organizzano la serata all’all you can eat a piazza Bologna e i giappa in cerca di pizza. E in mezzo a quel vociare internazionale di cibo gli viene fame. Una fame di piatti particolari, esotici, ma non il classico indiano di via dei Serpenti, troppe spezie e troppo grasso. Fa caldo e hanno voglia di cose fresche, sane e leggere. Pensano a Temakinho ma ci sono stati dalle 110 alle 120 volte, vogliono cambiare.

E quando Francesco sta già su Tripadvisor a Giada viene l’illuminazione. Come un’apparizione gli si fa di fronte una figura, ma non è un santo, sono le innumerevoli Instagram Stories delle ragazze a cui ha, sacrificando la matematica, regalato il follow. Foto food porn di pesce crudo in un posto che sembra sul mare. E si ricorda perfettamente sia il geotag: Ami Pokè, e sia l’hashtag: #hawaiano. Sa che sta a Monti e in un secondo lo trova su Mappe, Francesco non ha più voce in capitolo, Giada non può andarsene da Monti senza una foto da Ami Pokè.

Entrati non stanno più a Roma, stanno a Honolulu. Un minuto prima erano sui sampietrini adesso gli sembra di stare con i piedi sulla sabbia. Panorama hawaiano, odore di mare, per poco non arrivano le morone con le collane di fiori che gli fanno “Aloha”. A metà tra Pirati dei Caraibi e un circolo californiano di surf. In una parola: Hawaii.

Dopo la “Nastro” gli è venuta fame e iniziano le danze: traducono con Google Translate tutti i nomi strani del menu e partono con antipasti di pesce. Poi decidono di farsi due pokè personalizzati con dentro di tutto. Il tutto innaffiato da diverse birre hawaiane Kona, quella che si bevono i veri surfer. Dopo l’ultimo boccone di pesce crudo però Giada ha ancora fame, come tutte le donne che stanno bene, e con gli occhi propone a Francesco di ordinare un dessert: il viaggio alle Hawaii si chiude con un tiramisù al Mango. Mentre il cerchietto della foto profilo di Giada è già viola, tutti e tre i piatti sono già nelle stories, ora la serata può continuare mentre si contano le views.

Tornati a Roma dalle Hawaii optano per una passeggiata davanti al Colosseo. Camminano, camminano, camminano, tra sampietrini e basolato, e si ritrovano sotto il simbolo di Roma. Francesco non ci può credere: la donna della sua vita accanto, il monumento della sua vita di fronte, la città della sua vita alle spalle. La vita è fantastica.

Adesso però è ora di riportare Cenerentola a casa, prima che la carrozza si trasformi in zucca. O meglio prima che il tagliando delle strisce blu della carrozza scada. Francesco però in quel momento si ricorda che non ha la carrozza, ha solo il cavallo, e il cavallo le strisce blu non le paga. E allora si gode ancora di più la passeggiata del ritorno fino al motorino. Castel Sant’Angelo, San Pietro, Colosseo, Ara Pacis, tornando si gode la città di notte che è solo sua e di Giada che lo abbraccia da dietro, e mentre l’abbraccia Roma gli sembra ancora più bella, e la apprezza ancora di più perché dopo il tuffo alle Hawaii gli sembra di essere tornato da un lungo viaggio. E’ proprio la serata perfetta.

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