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L’estate romana non e’ morta

L’estate romana non e’ morta

Di Bruno Cortona – L’estate romana è morta. L’estate romana non esiste più. L’estate romana ormai è un lontano ricordo. Quanti se ne sentono di nostalgici che quest’anno non fanno che comporre epitaffi per l’estate romana davanti a un Campari Spritz. Che poi sono gli stessi che durante le belle estati romani la cosa più mondana che facevano era andare al cinema di giovedì sera, e manco il cinema all’aperto.

La tendenza 2018 è prendersela con l’estate romana che non c’è più, e non è una presa di posizione politica, si c’è chi se la prende anche con la Raggi, ma c’è anche chi se la prende con gli organizzatori di serate, rei di non aver più la stoffa di una volta, di essere diventati dei rammolliti. O chi se la prende con i romani stessi, che ormai non escono più e rendono le serate estive un progetto a perdere.

Insomma, in un modo o nell’altro, a sentir parlare la gente, l’estate 2018 a Roma non esisterà, sarà come il Molise, gli alieni, la Metro C (ah no quella alla fine l’hanno fatta), a Roma da giugno al 15 settembre non c’è niente da fare.

Non è vero. E’ una bugia, una bufala, una farsa, un troll. L’estate romana non è morta, non è un ricordo, esiste ed è viva e vegeta. Sono innumerevoli, varie e molto fiche le cose da fare quest’estate a Roma per noi romani: dalle singole serate ai festival, dai cinema all’aperto ai concerti. Basta spulciare e informarsi, ma del resto come tutto l’anno a Roma, se non ti informi finisci a Ponte Milvio a bere nello stesso bar di quando andavi all’università mentre a 7 minuti di macchina c’è una serata epica in un locale con un concerto di Bossanova pieno di bei personaggi e open bar di Cachaça.

Ci sta l’arena all’aperto all’Isola Tiberina, dopo 2800 anni l’isola dove è nata Roma, e quindi il mondo, organizza una rassegna di cinema all’aperto con Kermesse d’autore con il sottofondo amorevole delle acque del Tevere.

Ci stanno i ragazzi del cinema America che, in attesa che gli sblocchino anche piazza San Cosimato, hanno organizzato riproduzioni “pirata” tra Cervelletta, Ostia e Trastevere.

Ci sta il jazz nella splendida Villa Celimontana, un posto che il resto del mondo si sogna, la maggior parte delle città deve fare gli eventi estivi in hangar inutilizzati perché non ha altri posti, per di più con una parte al chiuso perché potrebbe far freddo o cattivo tempo.

C’è l’Ostia Antica Festival, nomi tipo Jeff Beck e Burt Bacharach in un posto candidato a patrimonio dell’Unesco. Le letture nei giardini di Castel Sant’Angelo. Le visite guidate teatralizzate per Roma, mentre guardi le meraviglie di Roma incontri Caravaggio, Trilussa o Mastro Titta con i costumi originali.

Che poi oltre a tutto questo basterebbe citare un posto per dimostrare che l’estate romana non è morta: il Gay Village. Da molti considerato uno dei gay village più belli del mondo, quest’anno è tornato nella sua “home sweet home” di Testaccio, alla Città dell’Altra Economia, e che è un po’ tutte le altre cose dell’estate romana messe insieme, dalla domenica al mercoledì tra tango, aperitivi e proiezioni all’aperto, da giovedì a sabato serate con musicone, spettacoli, biliardino e ping pong. Col sole o con la notte si candida a protagonista indiscusso dell’estate romana.

Insomma, chi parla male dell’estate romana, parla male di Roma. Chi parla male di Roma non la conosce, e chi non la conosce, non la merita.

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