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Il romano e il poker

“A Mandrake”, forse uno dei nomi più famosi nella storia romana di “giocatori”. Si, perché i romani sono giocatori da sempre, dall’Antica Roma i cittadini della caput mundi sono appassionati di gioco e d’azzardo.

I giochi nel tempo si sono evoluti e da quelli più primordiali dell’antichità siamo arrivati a quelli più moderni. Adesso uno di quelli che attrae più di tutti è senza dubbio il poker. E, vista l’evoluzione di questo gioco, ora addirittura esistono siti di scommesse che offrono sale da poker online.

Per il poker a Roma saltano fidanzamenti, amicizie, lavori, ma nascono anche grandi storie d’amore, carriere e grandi fortune monetarie. 

Il romano ha un rapporto molto personale con il poker, se lo sente suo, lo conosce bene, lo gioca in tutte le salse, ha almeno giocato una volta ai poker di tutto il mondo. Non solo italiana e texana ma anche all’argentina o all’australiana. E se ne vanta raccontando di aver tolto patrimoni in giro per il mondo a chissà quali grandi imprenditori con il cappello alla texana tipo il petroliere dei Simpson.

Il romano di balle ne racconta ma è anche vero che i romani sono nati per giocare a poker, nati per fare buon viso a cattivo gioco, nati per bluffare.

Il romano al tavolo da poker

Il romano al tavolo da poker è una bestia assatanata, sta lì a chiedere carte su carte e vorrebbe giocare sempre, vorrebbe vedere sempre, o al limite bluffare sempre.

Fosse per il romano il chip non esisterebbe, si dovrebbe vedere sempre, alcuni romani si sono persi fortune di famiglia, eredità, case, solo per andare a vedere anche se avevano “due banane” in mano. Si, perché quando non si ha nulla a Roma si dice, “ma stai buono che c’hai due banane” per indicare il valore basso del punto in mano.

All’italiana il romano si giocherebbe anche casa, quando gli capita di fare l’italiana con gli amici, gli amici seri giocatori, massimo 5, magari in periodo natalizio quando sono appena arrivate tutte le buste delle varie nonne, zie e prozie. Lì è un periodo pericolosissimo per i risparmi, perché si hanno tanti soldi ma se ne vogliono vincere ancora di più.

Alla texana invece vogliono fare i protagonisti, vince chi urla e chi fa più spettacolo, tanto più di tanto non si può vincere perché ci sono i premi e i rebuy sono limitati, loro vorrebbero le cifre grosse e importanti. Per questo è solo uno show, e un divertimento puro.

I tipi di giocatori romani

I romani al tavolo sono di diversi tipi. 

-Il protagonista, quello che gli interessa più di fare il gradasso che di vincere, che le promette a tutti ma alla fine va sempre a casa in mutande. 

-Un altro archetipo è il bluffatore seriale, può avere anche in mano “una banana” ma stai pur certo che ti metterà sul piatto anche la sua Audi A3 parcheggiata fuori, per lui il poker è solo bluffare.

-Mandrake, ci prova in tutti i modi a cercare un modo per fregare gli altri, occhiatine, frasi al momento giusto, è il più infimo di tutti perché con il poker ci vuole fare la scalata sociale.

-La femminuccia, lui anche con un poker d’assi in mano avrà riserve nel giocare, ha i suoi 10 euro e se li vuole tenere per tutta la sera.

Insomma, il romano ha un rapporto con il poker diremmo maniacale, per questo appena c’è una casa libera o una moglie a cena con le amiche scatta la pokerata. Armati di buoni amici i romani si incontrano e passano una serata all’insegna della goliardia e dell’azzardo.

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