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La vera storia di SPQR

“Sono Porci Questi Romani” è solo una delle celebri rivisitazioni storiche del motto romano SQPR, che ufficialmente vuol dire Senatvs PopvlvsQve Romanvs, il Senato e il Popolo Romano. Scelto come sigla e simbolo proprio per raffigurare le due figure che rappresentavano il potere della Repubblica romana: il Senato e il popolo. Patrizi e plebei.

“Sono Porci Questi Romani” non è stata inventata da Bossi come tutti pensano, nel celebre attacco alla Capitale del Senatùr nell’ormai lontano 2010. Le rivisitazioni dell’SPQR nascono da molto prima.

Anche Asterix e Obelix crearono la loro, con l’amichevole e dolce “Sono Pazzi Questi Romani”. Chi ha invece ispirato Bossi sono stati i fratelli Vanzina, in un film il cui titolo era proprio dedicato alla sigla romana: S.p.q.r. 2000 e 1/2 anni fa.

Nel film Boldi, milanese, inseguito dai legionari esclamava “Sono Porci Questi Romani”.

In realtà SPQR non è neanche di nascita romana, ma i romani lo hanno rubato ai sabini per celebrare la vittoria. Infatti l’acronimo inizialmente era sabino e voleva dire “Sabinis Populis Quis Resistet”, cioè “Chi potrà resistere alle genti sabine?”. I romani appunto, che dopo averli sconfitti lo fecero loro.

Dulcis in fundo la versione del poeta romanesco Giuseppino Gioacchino Belli, che nell’Ottocento per insultare il papato forgiò il “Solo Preti Qui Regneno”. Geniale. Chissà se in futuro ci saranno adattamenti degni di nota, intanto ci godiamo questi tramite i quali si può anche scorgere un po’ di storia di Roma.

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