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Il fascino discreto della Mic Card

Di Francesco Cianfarani – Musei Capitolini, Fori Imperiali, Ara Pacis, Galleria d’Arte Moderna, Mercati di Traiano, Centrale Montemartini, Museo di Roma, Planetario, Villa di Massenzio, Museo Napoleonico, Monte Testaccio, Circo Massimo. Un elenco che il 90% delle città mondiali si sogna.

Solo una piccola parte dei posti che si possono visitare a 5 euro con la Mic Card. Ma non 5 euro per ognuno, che già sarebbe poco, 5 euro per tutti per quante volte vuoi. Meno di due cornetti e due cappuccini da Mondi.

E invece noi romani che facciamo? Preferiamo cornetto e cappuccino, perché la Mic Card, nonostante offra l’ingresso gratuito a più di 20 musei e le riduzioni a molte mostre, stenta a decollare, checché ne dica l’amministrazione comunale.

Sono infatti meno di 90 mila le card dei Musei In Comune vendute dal suo inizio a oggi, non pochissime certo, ma non abbastanza considerando la nostra storia e il nostro popolo. 90 mila, due volte gli spettatori di Roma-Genoa allo stadio Olimpico ad agosto. Dove peraltro i biglietti costano molto di più e valgono solo per un’ora e mezzo.

La Mic Card costa 5 euro e vale per 365 giorni e comunque molti non la comprano. Ma perché? Forse perché il Comune di Roma non la pubblicizza come si deve, e molti romani ancora non sanno della sua esistenza. Forse perché gli influencer non la usano, potrebbero farla andare di moda invece di pubblicizzare le creme antirughe. O forse semplicemente perché non interessa, e questo sarebbe un dramma.

Beh, qualsiasi sia il motivo, adesso, a inizio anno, è un ottimo momento per invertire la rotta, qui tutte le info se volete fare e farvi un bel regalo. Immaginatela come l’American Express Gold, solo che invece che a un’élite sociale, da diritto d’ingresso a un’élite culturale.

Peraltro da quest’anno la Mic Card è disponibile anche per chi vive in provincia, inoltre ci saranno sconti anche su alcune mostre temporanee e infine ogni prima domenica del mese, a partire dal 5 gennaio, potranno usufruirne tutti coloro che sono a Roma, anche se non ci vivono.

E pensare che forse il problema di Roma è proprio la mancanza, soprattutto nelle nuove generazioni, della conoscenza di quel genius loci che per millenni ha reso Roma la Caput Mundi eterna. Forse andando a vedere da dove veniamo e cosa hanno fatto di gigante i romani prima di noi, avremmo più rispetto e ambizione per la nostra città e il nostro popolo. Per adesso però preferiamo cornetto e cappuccino.

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