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Apre a Ponte Milvio il primo punch bar d’Italia

Prima fu l’epoca dei Bacardi Breezer e delle prime “innocenti evasioni”. Poi i rum e pera, che da soli non avresti mai bevuto ne uno ne l’altro. Dopo poco l’era degli Invisibili in discoteca, che adesso ti fa male il fegato solo a pensarci. Subito dopo lo slancio internazionale con il Moscow Mule, che non sapevi manco cosa significasse e infine il Gin Tonic, dove pensavi di aver trovato un porto sicuro.

Adesso invece, per certi bevitori, di una certa età anagrafica e alcolica, è il momento del Punch. Punch? Cosa? Probabilmente lo avete sentito solo quando vostra zia lo ha ordinato a Canazei un pomeriggio di una settimana bianca in un bar di montagna, con conseguente sproloquio dovuto al tasso alcolico della bevanda.

Ma vostra zia era una pioniera, perché adesso la nuova moda è il Punch, semplicemente il primo cocktail della storia. Gli antichi ci prendevano sempre. Sapore esotico, storia da raccontare, tanti gusti e un alto tasso alcolico. Per capirci, più del doppio del Gin Tonic.

Roma, e precisamente Ponte Milvio, ha intercettato la tendenza, proprio lì infatti ha aperto La Puncheria: il primo punch bar d’Italia. A pochi metri da Pompi c’è questo locale completamente dedicato al Punch, gli altri cocktail sono le eccezioni, lì ci si va per bere punch, o per cominciare a bere punch. Perché una volta provati i vari punch e scoperto il mondo che c’è dietro è difficile tornare indietro.

Che poi La Puncheria, oltre a piacerci dal punto di vista del concept, è anche un posto fichissimo. Infatti anche la location merita, una specie di secret garden ai piedi della chiesa, in cui tra rami, piante rampicanti, cuscini e ombrelloni sembra quasi di non essere a Roma, ma di essere a Goa, in India, sorseggiando un punch rinfrescante ringraziando la Compagnia Britannica delle Indie Orientali che questo cocktail ce l’ha portato in Europa nel 1600.

E noi che pensavamo che il Punch fosse solo un cocktail, invece adesso conosciamo anche la storia, è bastata una serata. Il Punch è un modo di fare i cocktail, ce ne sono mille, a La Puncheria c’è l’Original Punch, il classico, ma anche il punch con Porto e latte chiarificato. Oppure il Lemon Tea Punch, con il tè verde, o l’English Breakfast Punch, con liquore alla ciliegia e tè nero. Solo per citarne alcuni.

E per chi non vuole il punch ci sono le birre spaziali del Ritual Lab di Formello (miglior birrificio 2020), un’ottima cantina e una bottigliera importante. Per chi ha fame, per completare l’esperienza spazio-temporale, i Naan, pizzottelle di pane indiano farcite in vari modi. Però vi avvertiamo, sarà dura tornare alla macchina usciti da lì, sia perché vi sarete affezionati alla nuova realtà, sia perché già al secondo punch vi sarete scordati dove avete parcheggiato. Meglio chiamare un taxi, che vi sembrerà un tuk-tuk.

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