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Roma

Gli autisti Atac diventano karateka, iniziano i corsi di autodifesa

Siamo veramente alla frutta: corsi di autodifesa in soccorso ai conducenti Atac. È l’ultima proposta del sindacato in seguito alle sempre più frequenti aggressioni contro i dipendenti.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è esemplificativa anche del periodo che stiamo vivendo: qualche giorno fa un passeggero del bus 105 zona Centocelle, non volendo soddisfare la richiesta di indossare la mascherina da parte del conducente, non ci ha pensato due volte e lo ha aggredito.

Ennesimo campanello d’allarme che ha fatto breccia nei cuori del sindacato Faisa Sicel: “Ormai dobbiamo difenderci da soli“, leggiamo in uno dei loro volantini diffusi per tutta Roma.

L’”ormai” iniziale cela tuttavia un triste spirito di rassegnazione: considerando che soltanto nell’ultimo mese sono state registrate da Itapol 40 aggressioni alle fermate Atac, il problema ha origini ben più antiche: già l’anno scorso il tavolo tecnico e il prefetto di Roma avevano tentato di risolverlo elaborando un ricco protocollo di intesa, giudicato, però, troppo “a rilento” dai conducenti.

Ma oggi si respira un’aria nuova: corsi che prevedono una formazione generale dalle principali arti marziali fino alla tecnica di matrice ebraica Krav Maga, fondate sulla forza dei calci, “gli strumenti più efficaci per difendersi dagli attacchi”, spiega l’istruttore Ennio Della Bianca. Gli autisti saranno poi muniti di un kit di spray urticante, stessa arma scelta da uno degli ultimi passeggeri delinquenti. 

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