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Mediterraneo al Maxxi, Cantagallo: “Questo periodo è un’opportunità per i locali, la gente vuole evadere”

Dopo il Covid non è stato facile per chi lavora nel settore horeca ripartire, e neanche credere nella ripartenza. Ma qualcuno c’è riuscito, come Alessandro Cantagallo, deus ex machina di Mediterraneo al Maxxi, che con la sua location ha reso il Flaminio un posto esotico con un successo incredibile.

Lanciare un progetto dopo il Covid? Lo sai che in 340 stati saresti rinchiuso in un centro di igiene mentale? 

Sapevo benissimo che ripartire con un nuovo progetto in un periodo così delicato sarebbe stato molto rischioso. ​Da imprenditore ai tempi del Covid-19, ho la fortuna di trovarmi in uno dei pochi spazi della Capitale che vanta enormi aree esterne a disposizione. Ritengo questa situazione di emergenza una sfida e, pertanto, la giusta spinta per trasformarla in opportunità. La sfida sta nel progettare tutto, secondo le normative di legge, sviluppando un progetto estivo che, oltre al food e ai drink, sia un contenitore per l’intrattenimento, le collaborazioni, le attività culturali e i live. L’opportunità consiste nel mettere in gioco tutto il potenziale di una struttura speciale come questa e, ovviamente, del mio team. 

Noi siamo molto curiosi riguardo le abitudini della gente: puoi dirci 3 cose che hai notato che sono cambiate dopo il lockdown tra le persone?

Ho notato che in questo nuovo contesto le persone osservano e valutano la sicurezza di un posto, stanno imparando ad adottare nuovi metodi per salutarsi e non vedono l’ora di divertirsi.

Quali misure state adottando per la sicurezza dei vostri visitatori? 

In merito alle misure di sicurezza siamo molto rigidi, misuriamo la temperatura all’ingresso e se questa è al di sopra di 37,5° non permettiamo l’ingresso. In tutto il locale ci sono 5 addetti alla sicurezza e 2 hostess, che controllano e vigilano gli ospiti. I dipendenti sono dotati tutti di mascherina e nel locale abbiamo sparso una decina di dispenser igienizzanti con alcool al 65%. Il tutto, ovviamente, lo facciamo in totale tranquillità senza trasmettere ansia al cliente e devo dire che finora sono stati tutti molto collaborativi. 

Quando è che hai deciso di andare comunque avanti e perché?

Mediterraneo è stato tra i primi locali a chiudere prima delle disposizioni ufficiali,  perchè sentivamo la responsabilità di dare un contributo e un buon esempio per la nostra Nazione, ma noi non ci siamo mai fermati. Mentre era tutto fermo io ed il mio team pensavamo già al ritorno e ci eravamo ripromessi di ripartire in grande. Pian piano le idee che venivano fuori per il progetto estivo risultavano talmente attraenti che non potevamo fare a meno di andare avanti, avevamo proprio bisogno di un’estate fuori dai soliti canoni. 

A parte tutto, hai creato un posto splendido, come ti è venuta l’idea di questo stile e di questo format? 

L’idea di questo format è arrivato prima di tutto, studiando la società post-Covid. Io stesso ho fatto una ricerca su quali oggetti e strutture di design potessero far sentire a proprio agio un cliente in una Fase delicata come questa. Volevo creare un ambient sicuro ma figo e quindi, il caso ha voluto che un’azienda toscana mi contattasse per pubblicizzare le loro strutture in bambù. Ho subito acquistato le strutture e le abbiamo chiamate “Homy” proprio per richiamare e riproporre una situazione di convivialità e familiarità. 

Ti aspettavi questi numeri? La gente ha più o meno voglia di uscire rispetto a prima?

Dalle prenotazioni che stiamo ricevendo deduco che la gente ha bisogno di evadere, di sentirsi al sicuro, ma al contempo divertirsi più di prima. 

Che programmi avete per l’estate a Mediterraneo al Maxxi? Puoi darci qualche anticipazione?

L’estate a Mediterraneo sarà ricca di sorprese, ma il focus principale sarà improntato su buon cibo, ottimi drink e buona musica.

Il Flaminio è una zona che si sta rilanciando tantissimo, di cosa pensi abbia bisogno il quartiere per una consacrazione definitiva? 

Sicuramente mancava un luogo immerso in una cornice artistica come quella del MAXXI dove poter gustare l’arte in modo multisensoriale. 

Visto quello che sei riuscito a creare, cosa ti frulla in testa per il futuro?

Oltre al progetto di Mediterraneo ho sviluppato anche un progetto estivo per Palmerie Parioli, anch’esso di mia proprietà e per adesso voglio concentrarmi su queste due scommesse. 

Se dovessi definire in una parola Mediterraneo?

Mediterraneo è un’esperienza multisensoriale.

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