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Ha aperto a Roma il primo ristorante milanese e fa carbonara, amatriciana e cacio e pepe

Se Milano è invasa di ristoranti romani, a Roma per una vita non c’è stato neanche un ristorante milanese. Beh, quell’epoca è finita, perché dentro la Galleria Alberto Sordi (paradossale che sia nel posto intitolato al più romano dei romani) ha aperto Stendhal Milano, ristorante di cucina milanese.

Ebbene si, dal 2 luglio, giorno dell’apertura, “Milano ha invaso Roma”, con uno dei suoi esponenti più autorevoli, in auge dal 1988, quando aprì il primo ristorante in Brera.

In pieno stile milanese, perché il denaro non dorme mai, la cucina di Stendhal Milano non chiude mail, dal pranzo al dopo cena, passando per l’aperitivo.

Il menu ha tutti i cavalli di battaglia della cucina milanese, i mondeghili, il vitello tonnato, il riso al salto, il risotto giallo e ovviamente cotoletta e ossobuco, i prezzi sicuramente non sono da osteria, riso al salto 22 euro per esempio, ossobuco 32.

La cosa che però ci ha colpito leggendo il menu è che il primo ristorante milanese a Roma si è dovuto “prostrare” alla potenza dei piatti romani e li ha inseriti in carta modificando alla sua originale identità.

Infatti nel menu c’è una parte dedicata ai supplì, con la collaborazione con Arcangelo Dandini, una dedicata alle frasche e, udite udite, una sezione che si chiama “C’eravamo tanto amati: una finestra su Roma” in cui risultano carbonara, amatriciana e cacio e pepe. Anche il più milanese dei milanesi, quando va a Roma, diventa un po’ romano.

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