Dove inizia Roma Nord? E dove finisce Roma Sud? E Roma Ovest esiste davvero o è solo un modo di dire?
Romani, è tempo di aggiornare i nostri dubbi esistenziali sulla toponomastica della città, perché è arrivata la nuova mappa urbana di Roma Capitale.
Presentata al MAXXI alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri, dell’assessore al Decentramento Andrea Catarci, dell’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, dello storico dell’arte Claudio Strinati e della direttrice del museo Lorenza Baroncelli, la nuova geografia di Roma conta 327 quartieri, 22 rioni e 104 zone funzionali. Un lavoro monumentale, curato dall’Ufficio Giubileo delle Persone e Partecipazione in collaborazione con Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre, con il supporto dell’Istat, degli uffici comunali di Statistica e Partecipazione e dei 15 Municipi.
Praticamente, dopo cinquant’anni dall’ultima classificazione firmata Argan, siamo passati da Internet Explorer a Chrome.
“Roma si è guardata allo specchio per ridisegnare la propria identità” ha dichiarato il sindaco Gualtieri. E in effetti, davanti a 327 quartieri, può vantarsi di guidare una città più estesa di una costellazione.
Ma non è solo un aggiornamento cartografico: è una terapia collettiva per capire chi siamo, quanti siamo e dove viviamo (e soprattutto perché fuori dal GRA abita ormai quasi un romano su tre).
I numeri parlano chiaro: 130 dei 327 quartieri stanno oltre il Raccordo, abitati da circa 800mila persone.
E la nuova mappa racconta anche qualcosa di più su chi ci vive: Centocelle risulta il quartiere più popoloso, Grotta Perfetta quello con la percentuale più alta di occupati, ed è anche il più “laureato” della città.
I più giovani si concentrano nella zona della Tenuta dei Massimi, dove il 30,3% degli abitanti ha meno di trent’anni, mentre il primato di “quartiere più anziano” va a Fonte Meravigliosa, dove quasi quattro residenti su dieci hanno superato i 65.
Dietro questa operazione c’è un’idea chiave: “(Ri)conoscere Roma”, cioè mappare la città per capire dove mancano scuole, servizi, spazi verdi, parcheggi… soprattutto parcheggi. Un passo verso la mitologica “città dei 15 minuti” dove tutto è a portata di mano.
La novità è che questa volta i romani possono dire la loro: fino al 15 gennaio 2026, basterà andare nella sezione “Partecipa” del portale istituzionale e commentare.
Insomma, Roma non è più “una” città: è 327 microcosmi che si incastrano tra rioni, borgate e zone funzionali, come un puzzle infinito in costante movimento. Una città viva, aperta e, come dicono in Campidoglio, “in continuo aggiornamento.”
