Vittorio De Sica non era romano di nascita.
Era nato a Sora, nel cuore della Ciociaria, ma Roma se l’è presa tutta, dimostrando di avere l’animo più romano di chi è nato dentro il Raccordo, con la sua capacità di raccontare le persone, di trovare l’ironia nei drammi e i drammi nell’ironia. Roma gli ha regalato le sue storie, e lui gliele ha restituite in pellicola.
A Roma Vittorio De Sica ci ha girato, riso, pianto e vissuto. E qui arriva il bello: la porzione della casa dove ha passato gli ultimi vent’anni della sua vita, in via Aventina 19, è ufficialmente in vendita. E no, non è una notizia immobiliare: è la chicca imperdibile dell’autunno servita su un piatto d’argento. E noi, in esclusiva, vi mostriamo le foto di questo gioiello.
Passeggiando per San Saba, a due passi dal Circo Massimo e dall’Aventino, ci siamo imbattuti in una targa che indica che proprio lì, al primo piano di un palazzo d’epoca, il signore del Neorealismo ha vissuto i suoi ultimi vent’anni. La casa oggi è divisa in due unità indipendenti e la vendita di una di queste è stata affidata a Battisti Home, agenzia immobiliare fondata da Daniele Battisti specializzata in immobili di pregio e dimore d’autore, e che stavolta si è ritrovata tra le mani molto di più di un semplice appartamento: una vera e propria casa-museo (cliccare qui per vedere l’annuncio).
Ma partiamo dall’inizio. La casa di Vittorio De Sica, progettata da un famoso architetto, è di 122 metri quadri di interni e 100 di terrazzo, che è la specialità di questa casa: verde, intimo, privato, costeggia tutta la casa con un mattonellato originale del Novecento e i resti di capitelli romani alle pareti. Più che un terrazzo è un piccolo miracolo romano, che dà l’impressione di stare in campagna stando nel cuore di Roma.
E poi c’è l’interno, dove tutto è sinonimo di cinema. Dalla camera da letto al salotto al suo studio, rimasto pressoché intatto, dove Vittorio De Sica lavorò fianco a fianco con Cesare Zavattini e dove nacquero capolavori come Il tetto (1956), Ieri, oggi, domani (1963), Il giardino dei Finzi Contini (1970) – di cui il figlio Manuel De Sica compose le musiche – e Il giudizio universale (1961).
Insomma, qui tutto è rimasto come quando ci viveva il quattro volte Premio Oscar. Piccola nota di colore: forse non tutti sanno che fu per Vittorio De Sica che l’Academy istituì per la prima volta nella storia il Premio Oscar al Miglior Film Straniero, dopo avergli assegnato nel ‘47 un riconoscimento speciale per “l’eccellenza artistica e il contributo dato all’arte cinematografica”. Un primato che dice tutto…
Comunque, non è la prima volta che la capitale mette sul mercato dei gioielli che hanno fatto la storia. Ricordiamo l’attico ai Parioli di Fellini, la villa di 500 mq al Celio di Anna Magnani e quella sull’Appia Antica di Carlo Ponti, produttore e marito di Sophia Loren (in vendita a 19 milioni). Ma anche la più di recente il mega attico vista Campidoglio di Morricone (prezzo di partenza 12 milioni) e l’indimenticabile casa romanordina di Raffaella Carrà che ha fatto notizia.
E se è vero che ognuno di noi sceglie il quartiere che meglio lo rappresenta, noi Vittorio De Sica lo descriveremmo così: elegante ma popolare, semplice ma sofisticato, in centro ma fuori dal caos. Proprio come la sua casa.
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