Ed era pure ora! Nel 2026 Kandinsky torna a Roma con una grande retrospettiva a Palazzo Bonaparte, un evento che nella capitale mancava da venticinque anni (giusto per dare un’idea, l’ultima volta era un Giubileo fa e al Campidoglio c’era Rutelli).
La mostra sarà ospitata nell’iconico Palazzo Bonaparte, affacciato su Piazza Venezia, che negli ultimi anni si è guadagnato a tutti gli effetti il ruolo di polo espositivo della città: dopo le mostre dedicate a maestri come Monet, Hopper e Alphonse Mucha, il 2026 si prepara a un calendario col botto che va da Hokusai a Kandinsky, con Roma che torna finalmente a competere con le altre grandi capitali europee anche sul fronte dell’arte moderna.
L’esposizione su Kandinsky, prevista per l’autunno, ripercorrerà l’intero arco creativo dell’artista: dai primi lavori figurativi legati al folklore russo alle composizioni astratte che hanno cambiato per sempre il rapporto tra colore, forma e spiritualità. Un percorso che non si limita alla cronologia, ma mette al centro la trasformazione del linguaggio del maestro dell’astrattismo e la sua teoria dell’arte come esperienza sensoriale e musicale, più vicina a un’armonia visiva che a una semplice tela da osservare.
Le date precise della mostra sono ancora da annunciare, per ora sappiamo che sarà in autunno del 2026 e che promette di essere uno dei principali appuntamenti culturali dell’anno.