“A Roma non ce sta mai niente da fare” è forse la frase più pronunciata dai romani nel corso dell’anno. Capodanno incluso, ovviamente. Eppure, mai come quest’anno questa cosa è falsa.
I due templi della musica romana, l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone e la Casa del Jazz, ci regalano un ultimo dell’anno e un primo dell’anno nuovo con degli eventi memorabili.
La notte del 31 dicembre alle 22:00 sale in scena Edoardo Leo con Ti racconto una storia, lo spettacolo cult dell’attore romano che alterna letture, musica e ironia, accompagnato dalle improvvisazioni di Jonis Bascir e dall’Orchestra Giovanile di Roma diretta da Vincenzo Di Benedetto. In sintesi: a Leo è affidato l’onere e l’onore di brindare all’anno nuovo con parole e note.
La programmazione natalizia dell’Auditorium (Natale all’Auditorium) porta avanti per tutto il mese anche il Roma Gospel Festival 2025, che verrà chiuso il 31 dicembre da Marquis Dolford & The Capital Gospel Group, ensemble di Washington noto per coniugare tradizione afro-americana, arrangiamenti moderni e forte presenza scenica: voci potenti e spiritualità che fanno vibrare la sala come se fosse un unico grande cuore.
Poi, il giorno dopo, è già il 2026. Il 1° gennaio, sempre all’Auditorium, si apre con una grande festa collettiva: dalle 15 alle 20, Il Primo Ballo – Invasione di balli sociali è un momento di festa e partecipazione aperto a tutti, in cui tango, swing, balfolk e hip hop trasformano gli spazi in una pista diffusa, invadendo piazze e corridoi con musica e movimento. Subito dopo, alle 17:00 nel Teatro Studio Borgna va in scena Come parla il perfetto dittatore, spettacolo-laboratorio che, con ironia e profondità, esplora le tecniche retoriche del potere attraverso il linguaggio performativo. Entrambi gli eventi fanno parte della rassegna Capodarte, con ingresso libero fino a esaurimento posti.
Alla Casa del Jazz (Sala concerti “Armando Trovajoli”), sempre all’interno di Capodarte, il 1° gennaio alle ore 18:00 il Diafrik 4et, tre generazioni a confronto accomunate dalla stessa passione per la musica black.
In sintesi, se è vero che chi ben comincia è a metà dell’opera, questa volta i romani possono aspettarsi un 2026 col botto.
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