Il Mandarin Oriental arriva anche nella Capitale, confermando che se c’è una cosa che a Roma non manca più sono i cinque stelle lusso. L’apertura è prevista entro il 2026 e il luogo scelto è di quelli che fanno subito capire il tono: tra via Piemonte, via Sallustiana e via Quintino Sella, dentro l’area storica dei Giardini di Sallustio, dove già solo il nome ti fa iniziare a parlare a bassa voce sennò pare cafone.
Qui sorgerà un hotel diffuso da 108 camere e suite, distribuite in dieci villini ottocenteschi immersi nel verde. Non un palazzone unico, ma un piccolo campus del lusso: stare in centro ma far finta di essere altrove.
Il progetto nasce dalla partnership tra il colosso dell’hotellerie asiatica e la società immobiliare italiana Merope Asset Management, e promette tutto quello che ci si aspetta da un Mandarin Oriental: sei ristoranti e bar, una spa monumentale con piscine interne ed esterne, aree wellness, palestra e un Mandarin Bar su terrazza panoramica per guardare Roma dall’alto e rimanere, ancora una volta, senza parole. Molte camere avranno giardini privati o terrazze, perché il vero lusso oggi non è la vista Colosseo: è non doverla condividere con nessuno.
La città eterna, d’altronde, è ormai una delle città europee con il maggior numero di strutture a cinque stelle, e il Mandarin Oriental diventa ufficialmente l’ennesimo nome imponente da aggiungere alla lista. Cosa significa tutto questo per i romani? Che i Giardini di Sallustio torneranno a essere curati, che il quartiere Ludovisi farà un altro passo verso il lusso internazionale e che noi continueremo a passare davanti a questi posti dicendo “prima o poi ci prendiamo un caffè”, sapendo benissimo che probabilmente non succederà mai.
