Il romano medio non cerca parcheggio, prega parcheggio. È un rito antico, fatto di giri concentrici nello stesso isolato in Prati, doppie frecce accese come lumi votivi e trattative a gesti con perfetti sconosciuti che manco al suk di Marrakech.
Esistono app che ci semplificano la vita in mille modi – ci dicono se abbiamo dormito bene, ci portano i supplì per schimicare alle 4 del mattino, ci trovano l’anima gemella nel raggio di 3 km da casa. Mancava solo lei: l’app per trovare parcheggio. Tutti i romani almeno una volta nella vita hanno pensato di crearla, e ora qualcuno l’ha fatto davvero.
Inmyspot funziona come una staffetta urbana. È semplicissimo: per prima cosa, registri il modello e colore dell’auto, così sulla mappa non sei un’icona generica ma “quello con il suvvone scuro arrivato dall’EUR” o “quella in smart appena scesa dal Fleming”. Quando stai uscendo dal parcheggio lo segnali sulla mappa, della serie “raga, libero uno spot”, specificando se gratis o strisce blu. Chi in quel momento sta cercando un posto lo vede, spende 2 crediti e lo prenota. A questo punto l’app lo porta direttamente da te e il match è fatto. Tu guadagni 2 crediti, l’altro niente niente risparmia mezz’ora della sua vita.
Ogni giorno ci sono delle missioni da portare a termine e l’app è totalmente gratuita: niente soldi veri, niente aste, qui si utilizzano i crediti virtuali che premiano la virtù parcheggiatoria e che possono essere convertiti in voucher.
E se è vero che i romani ci mettono in media mezz’ora al giorno a cercare parcheggio, con Inmyspot alla fine dell’anno avranno guadagnato più di una settimana. E potranno andare in vacanza. Magari in auto. Magari liberando un parcheggio in Prati.
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