Se la fiaba di Cenerentola fosse stata ambientata a Roma, anziché a mezzanotte, la protagonista avrebbe abbandonato il ballo alle 23:25 e avrebbe detto al principe “scusa tesò, c’ho l’ultima corsa della Metro B da San Paolo, non mi far spendere 10€ di Enjoy”. Il principe ci sarebbe rimasto male, perché avrebbe pensato ad una pessima scusa. Cara Cenerentola romana, se proprio non ti andava di stare con me bastava dirlo. E sì, perché in qualsiasi altra capitale europea la metro non chiude MAI prima di mezzanotte. E perché a Roma no?
E invece Cenerentola diceva la verità. Roma è l’unica grande capitale europea dove la metro nei giorni feriali chiude prima di mezzanotte. La situazione nelle altre capitali è molto diversa: partiamo dalla gemella Parigi, la metro della capitale francese infatti, in settimana, intesa dal lunedì al giovedì, chiude i battenti non prima di 00:30. E poi nel fine settimana chiude addirittura dopo le 02.
Il confronto è ancora più impietoso tra la metro romana e quella di Madrid.
Sulle sponde del Manzanares, infatti, il treno cittadino non fa distinzione tra settimana e weekend e corre ininterrottamente dalle 06 all’01:30, che sia un martedì di metà novembre o un sabato sera di fine maggio. E poi ci chiediamo perché in Spagna c’è sempre aria di fiesta…
Chi mette tutti in fila però è indubbiamente la U-Bahn, la metro di Berlino. In settimana (inteso sempre lunedì – giovedì) la metro corre no-stop dalle 04 del mattino all’una di notte. E fa addirittura orario continuato, 24 ore su 24, venerdì, sabato e domenica.
E quindi: è nato prima l’uovo o la gallina? Berlino è la capitale europea della vita notturna perché la metro non chiude mai o la metro non chiude mai perché Berlino è la capitale europea della vita notturna?
Gli esempi potrebbero andare avanti ma la sostanza non cambia: chi più, chi meno, tutti i competitor europei della città eterna se la passano meglio di noi in fatto di metro. Da noi l’orario è contratto, esteso fino all’1:30 solo il sabato e la domenica. E a quanto pare le ragioni sono dovute proprio alla scarsa estensione delle linee. A differenza di Parigi, Londra, ma anche Madrid, la metro di Roma (specie la linea B), presenta pochi binari cosiddetti ridondanti, ovvero binari in più su cui parcheggiare i vagoni durante la manutenzione senza impedire la corsa degli altri. Questo fa sì che per la manutenzione quotidiana sia necessaria un’interruzione del servizio più prolungata che altrove.
Sicuramente Roma non è Berlino e nemmeno Madrid, però siamo certi che non tutti i romani indossano il pigiama alle 21:30 di giovedì. E soprattutto quanti arrivano a Fiumicino, Termini o Tiburtina dopo l’orario dell’ultima metro e si ritrovano, arrivati a Roma, a dover iniziare uno spin-off di Pechino Express per tornare a casa? Taxi sovrapprezzo, taxi abusivo, bus notturni, un tratto a piedi, uno in monopattino e infine gli ultimi 500 metri in tuk-tuk. E a casa ti aspetta Costantino della Gherardesca per dirti che sei eliminato.
Per semicitare i nostri antenati, città sana con metro sana. La domanda è solo una: quando?
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