In Gallo Cedrone, nei panni del sindaco di Roma, Carlo Verdone voleva che al posto del Tevere venisse realizzata una lunga striscia di cemento che avrebbe risolto per sempre il problema del traffico a Roma, cacciato i gabbiani e trasformato il lungotevere in una highway di Los Angeles.
Qualche mese fa, invece, facendo l’esatto opposto, il vero sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha dichiarato che “il Tevere sarà balneabile entro 5 anni”.
Una dichiarazione di apertura che a molti era sembrata se non fantascientifica, almeno molto visionaria. Eppure in questi ultimi giorni sono stati mossi nuovi, importanti passi in avanti per trasformare la balneabilità del Tevere da sogno a solida realtà. Parola di Roberto Gualtieri.
Ad oggi sono già operativi due gruppi tecnici: uno si occuperà di monitorare gli effetti degli interventi già avviati, l’altro, ed è qui la svolta, individuerà e monitorerà i contaminanti che possono avere un effetto sulla salute dell’uomo. L’obiettivo è quello di una rigenerazione sistemica del fiume e del suo ecosistema complessivo, flora e fauna, con la balneabilità per l’uomo come logica conseguenza. Tradotto: farsi il bagno nel Tevere senza pericolo che ci spunti un terzo occhio.
Quanto ai soldi: la cifra che occorrerà investire per il risanamento ancora non si conosce, ma è chiaro che servirà un investimento di molto inferiore di quello occorso per la Senna di Parigi per la stessa operazione. E il motivo è semplice: il Tevere parte da un grado di inquinamento molto più basso della Senna. Anzi: in quanti sapevano che il nostro Biondo in alcuni tratti è già balneabile?
Non resta quindi che pazientare ancora un po’ perché fra qualche anno, in estate, potremmo ritrovarci a fare casa-lavoro, lavoro-casa, con un gommone e due remi di plastica, e il weekend ritrovarci tutti su una succursale di Fregene sull’Isola Tiberina.
