Doveva essere febbraio, ma alla fine slitterà a settembre 2026 la data di riconsegna alla città dell’iconico Teatro Valle. Soprannominato “il più antico teatro moderno di Roma”, il Valle infatti fu inaugurato nel lontano 1727, praticamente duecento anni prima che nascesse la vostra bisnonna, giusto per dare un’idea.
Oggi intitolato alla memoria di Franca Valeri, il Teatro Valle ha una storia piena di fascino e momenti indimenticabili: è qui infatti che avvennero la prima romana del Don Giovanni di Mozart, e le prime assolute di Rossini e Donizetti e di “Sei personaggi in cerca d’autore” di Pirandello.
Pensateci: fa strano, ma c’è stato un tempo in cui la fila non era online, di notte e per una qualche popstar coreana; ma era alla luce del giorno, romani in carne ed ossa in via del Teatro Valle 21 sgomitavano letteralmente per un posto in platea alla prima di Mozart. Mica noccioline…
Chiuso nel 2010 e poi occupato dal 2011 al 2014 (“Teatro Valle occupato”) per impedirne la privatizzazione, la fine dei lavori del Teatro Valle è stata annunciata per il 15 settembre 2026. Quest’anno sarà quindi riconsegnato alla città eterna uno dei suoi luoghi leggendari e ricchi di storia, con 200 posti in platea e 700 nei palchetti. Ora tocca a noi riempirlo con spettacoli e nomi all’altezza del suo passato. Senza voler offendere (forse) nessuno, ma sarebbe già un inizio evitare di mettere in cartellone la coppia di influencer più amata dai bambini o una diretta di qualche trasmissione radiofonica particolarmente trash… Difatti, la prossima stagione pare che sarà all’insegna della sperimentazione, dei laboratori creativi e dei giovani. E Roma ringrazia. Facciamolo per Mozart.
