Al Campidoglio sta prendendo forma una proposta piuttosto chiara: vietare il fumo sulle spiagge del litorale romano, da Ostia a Capocotta fino a Castel Porziano. L’iniziativa presentata dai consiglieri capitolini di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Avs non è ancora legge, ma siamo oltre il semplice “se ne parla”: la Commissione Ambiente ha già dato l’ok e ora la palla passa all’Assemblea Capitolina. Se approvata, entrerà in vigore già da quest’anno e il 2026 potrebbe essere la prima estate senza sigarette sul bagnasciuga.
Il punto è semplice: niente sigarette in spiaggia, nello specifico sulla battigia, cioè quella fascia di circa 5 metri dalla riva. Attenzione, il divieto non fa eccezioni e vale per tutti i formati: sigarette classiche, elettroniche, iQos, drum, sigari e altro.
Dietro questa scelta ci sono due motivazioni molto concrete. La prima è ovvia, la salute: meno fumo passivo tra asciugamani, bambini, anziani e vicini d’ombrellone. La seconda riguarda sempre la salute, ma del nostro pianeta: basta mozziconi. Perché la vera nemesi delle spiagge romane non è solo la plastica, ma anche i mozziconi: piccoli, invisibili e ovunque, ci impiegano tra i 10 e i 20 anni per degradarsi.
Per i fumatori è previsto un compromesso: aree dedicate negli stabilimenti, segnalate da cartelli. Si potrà fumare, ma non più ovunque e soprattutto non più a caso.
Il precedente non manca: città come Barcellona e New York hanno già introdotto regole simili. La differenza, come sempre, sarà capire cosa succede qui. Più che la legge in sé, il vero test sarà vedere in quanti la rispetteranno.