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Roma

Ma quale Chinatown: l’Esquilino è il 10° quartiere più cool del mondo

Altro che “quartiere dei cinesi”. L’Esquilino è il decimo quartiere più cool del mondo e a dirlo è il magazine inglese Time Out, che nella sua classifica 2026 lo piazza addirittura terzo in Europa, dietro soltanto a Neos Kosmos ad Atene e Govanhill a Glasgow.

Stupiti? Noi non molto. L’Esquilino non è più soltanto un quartiere multietnico come a Roma ce ne sono tanti: non è Torpignattara, non è il Quadraro e non è nemmeno Centocelle. Forse un tempo potevano essere messi nello stesso calderone, ma oggi, nell’immaginario romano, la zona intorno a Piazza Vittorio è diventata chic nell’unica accezione che ha davvero senso a Roma: è abitata dai radical.

Negli ultimi decenni, infatti, accanto alla comunità cinese, bengalese e indiana (e a quella romana che lì c’era già) si è trasferita mezza industria cinematografica italiana. Attori, registi, produttori, sceneggiatori, Premi Oscar: Matteo Garrone, Nicola Giuliano, Mario Martone, Paolo Sorrentino, solo per citarne alcuni. I cinematografari hanno fatto dell’Esquilino il loro quartier generale e, come ovvia conseguenza, hanno fatto salire le quotazioni della zona intorno a Piazza Vittorio anche nell’immaginario collettivo. Basta aprire Immobiliare.it per rendersi conto che oggi, per comprare casa all’Esquilino, bisogna sborsare oltre 5.300 €/mq. Solo per darvi un termine di paragone, Monteverde Vecchio sta a 5.227 €/mq: praticamente, a parità di prezzo, la scelta è tra avere come vicino di casa Nanni Moretti o Paolo Sorrentino. A voi la scelta.

Follia? Esagerazione? Secondo noi, semplicemente segno dei tempi: prima arrivano gli artisti, poi quelli che vogliono vivere vicino agli artisti, poi quelli che vogliono vivere vicino a quelli che vogliono vivere vicino agli artisti e, alla fine, un bilocale costa quanto a Porto Cervo.

In quest’ottica, tutto all’Esquilino è diventato chic. È chic il maritozzo la domenica mattina da Regoli, la birretta allo Statuto, i sanpietrini da Fassi, il cinema all’aperto nei giardini di Piazza Vittorio, persino fare la spesa al mercato. Ma soprattutto l’Esquilino è riuscito nell’incredibile impresa di far diventare cool andare a mangiare cinese, che dopo l’arrivo del sushi veniva preso in considerazione unicamente dopo il 25 del mese se lo stipendio non era ancora arrivato. Il fatto è che all’Esquilino non vai “dal cinese”: vai da Sonia. L’ultima imperatrice, l’amica di tutti, ma soprattutto della gente che conta. E lo capisci appena ti siedi, guardando quei volti noti che ti osservano da ogni angolo della sala e che ti fanno sentire parte di qualcosa, ti fanno pensare ao’, se al tavolo mio c’ha mangiato Malgioglio sono davvero figo.

Ma tornando a noi. Grand, gritty and unexpected: monumentale, ruvido, inaspettato. È così che Time Out descrive l’Esquilino.

Noi non siamo bravi come la redazione del magazine inglese a fermarci a tre aggettivi. A noi viene da dire che l’Esquilino è elegante e sgangherato, internazionale e romanissimo, popolare e costosissimo. E se alla prossima riunione di condominio vi ritrovate Paolo Sorrentino da una parte e il commerciante cinese del piano terra dall’altra, godetevela. A quanto pare, abitate nel decimo quartiere più cool del mondo.

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