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Roma

Oggi inizia il festival che da 41 anni porta a Roma il meglio della cultura contemporanea

Le Pas du Monde Photo Credits Fabrice Dimier

Più di mille artisti da tutto il mondo, oltre 100 spettacoli, 240 repliche e una ventina dei palchi più iconici della città che prendono vita. No, non è Berlino. È Roma che per i prossimi due mesi ospita un evento che al suo interno ne ha più di cento: da oggi, 8 settembre, e fino al 15 novembre torna il Romaeuropa Festival, uno dei principali appuntamenti europei dedicati alla creazione contemporanea.

Alla sua 41ª edizione, il REF è uno degli eventi che più di tutti riescono a mettere Roma in contatto con la scena culturale internazionale. Musica, teatro, danza, arti digitali, performance… Un festival enorme, ma soprattutto diffuso, che ogni anno regala ai romani una programmazione fatta di grandi nomi internazionali, talenti nostrani, nuove scoperte e linguaggi che normalmente difficilmente finirebbero nella stessa locandina. 

L’idea infatti è proprio questa: rendere Roma la casa dell’arte internazionale, una tappa fissa per giganti del calibro di Philip Glass, Jeff Mills e Benjamin Millepied. E per fare tutto questo, il REF non ha una vera casa. O meglio, ne ha parecchie, all’incirca una ventina di luoghi sparsi per la città: dall’Auditorium Parco della Musica al Mattatoio, dal Teatro Argentina al Teatro India, passando per Auditorium Conciliazione, Teatro Vascello, Teatro Olimpico, Brancaccio, MAXXI, Teatro Valle e Teatro Costanzi. Per dieci settimane spazi con programmazioni e pubblici normalmente molto diversi finiscono dentro la stessa enorme mappa, riuscendo a mettere d’accordo perfino Roma Nord e Roma Sud. 

Si comincia oggi all’Auditorium Conciliazione con Sofia Nappi e KOMOCO. Nei prossimi giorni arriveranno Caterina Barbieri, Benjamin Millepied, Fatoumata Diawara e il Philip Glass Ensemble. Il 17 settembre all’Auditorium sarà invece il turno di Jeff Mills, che con The Trip to Vega prende la techno e la porta a 25 anni luce dalla Terra, in un viaggio audiovisivo verso l’omonima stella.

E siamo soltanto all’inizio. Nei due mesi successivi passeranno dal REF Romeo Castellucci, (LA)HORDE con il Ballet national de Marseille, Sasha Waltz e Vinicio Capossela, ci sarà il cine-concerto di Blade Runner e, nel weekend conclusivo, arriveranno Jlin, Third Coast Percussion e i 100 Cellos di Giovanni Sollima ed Enrico Melozzi.

Poi, Roma Sud sfodera uno dei suoi fiori all’occhiello: il Mattatoio, che torna a essere uno dei punti nevralgici del festival con Ultra REF, la parte più sperimentale della programmazione: concerti, clubbing, danza, teatro, installazioni e nuove generazioni artistiche. È probabilmente qui che si capisce meglio lo spirito del Romaeuropa: nello stesso programma convivono nomi giganteschi e altri che oggi bisogna ancora cercare su Google. E non è detto che tra qualche anno sia ancora così.

Dopo 41 edizioni, del resto, il REF è diventato qualcosa di più di una lunga rassegna di spettacoli. Per oltre due mesi Roma entra nella stessa conversazione culturale di Parigi, Berlino, Bruxelles e Londra, senza limitarsi a importare qualche grande nome, ma lasciando spazio anche a quello che è nuovo, sperimentale o ancora difficile da definire.

Info e biglietti sul sito ufficiale Romaeuropa.net

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