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Roma

I 6 ristoranti per mangiare romano fuori dalle rotte turistiche secondo il NYT

Trecca

C’è una cosa che il romano non può sopportare: mangiare “romano” in un ristorante turistico. Quelle tovaglie a quadretti finto-caserecce, la pasta finta in vetrina, i menù tradotti in inglese e i camerieri che ti salutano con un “hello, guys!”. Chi ama Roma lo sa: per mangiare bene (o perlomeno evitare un’amatriciana a 18 euro con il sugo riscaldato di tre giorni prima), bisogna allontanarsi dalle rotte più battute dall’overtourism. 

A confermarlo, l’autorevolezza del New York Times, che recentemente ha pubblicato una guida sui sei ristoranti fuori dalle zone turistiche per provare la cucina autentica a Roma. Da Garbatella a Centocelle al Flaminio, di seguito l’elenco completo e vediamo se ricevono anche il vostro lasciapassare. 

Menabò – Via delle Palme, 44 D/E (Centocelle). Due fratelli, uno in cucina e l’altro in sala. Atmosfera conviviale, ravioli di quinto quarto che raccontano la città meglio di qualsiasi guida e fusilli con acciughe e funghi che diventano dipendenza al primo boccone. 

Mazzo – Via degli Equi, 62 (San Lorenzo). Pochi coperti, trippa croccante e cucina a vista. Il menù cambia spesso, proprio come la playlist nel locale. È la “listening trattoria vineria” che i romani si meritano. 

Trecca – Via Alessandro Severo, 222 (Garbatella). Zero fronzoli, piatti robusti, coda alla vaccinara che sembra un atto di resistenza e lingua in salsa verde che profuma di tradizione. Raggiungerla per molti può essere complicato, ma ne vale la pena. Parola del NYT. 

Enoteca Mostò e Avenida Calò – Viale Pinturicchio, 32 e Viale Pinturicchio, 40 (Flaminio). Attenzione, doppia tappa gastronomica per Roma Nord: prima si beve scegliendo tra gli iconici vini di Mostò, poi pizza gourmet da Avenida Calò (sì, quella sia tradizionale che rivisitata, servita su un piedistallo di porcellana). E la serata è fatta… 

Gabrini – Viale Cola di Rienzo, 200 (Prati). Osteria, panificio e un bar chic… Di sera lo chef Marco Moroni porta in tavola un pollo allo spiedo da standing ovation, imperdibile secondo i giornalisti d’oltreoceano.

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