La maggior parte dei romani conosce la “grande onda” perchè se la sono tatuati sull’avambraccio, ma la verità è che quella famosa onda, La Grande Onda di Kanagawa, non è solo un’estetica da barberia di viale Marconi: è uno dei capolavori più riconoscibili al mondo, firmato dal maestro dell’ukiyo-e Katsushika Hokusai. Un artista che ha cambiato nome più spesso di quanto un romano cambi gestore telefonico (più di 30 pseudonimi) e che ha dedicato la vita a inseguire un’unica idea fissa: catturare il movimento delle cose, dalla vetta del Fuji al volo di un insetto.
E non è un caso se il 2026 segna il 160º anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone. Qui arriva la notizia: nella primavera 2026, Roma vuole celebrare Hokusai con una mostra a Palazzo Bonaparte, la più completa mai dedicata al maestro giapponese in Italia.
Ci saranno opere provenienti da mezzo mondo: le stampe originali delle Trentasei vedute del Monte Fuji, i volumi illustrati, le prime edizioni della Manga di Hokusai, le matrici di legno utilizzate per la stampa, i dipinti su seta, gli album botanici e persino alcune serie meno note come Cento vedute del Monte Fuji e i paesaggi fantastici che hanno fatto impazzire generazioni di artisti occidentali, da Monet a Van Gogh.
La mostra racconterà anche come lavorava Hokusai: la suddivisione dei colori in blocchi xilografici diversi, il celebre blu di Prussia (all’epoca rivoluzionario), il suo modo quasi ossessivo di osservare la natura. Hokusai era convinto che la grandezza artistica si raggiungesse solo con l’età (a 75 anni diceva di aver finalmente “capito qualcosa”, e giurava che se avesse raggiunto i 110 anni avrebbe creato opere “divine”). Non c’è arrivato, ma il resto del mondo sì: continuiamo a ammirarlo come il primo influencer del movimento, un visionario prima dei visionari.
Che sia presente o meno anche la Grand Onda, ancora non è chiaro, ma ulteriori informazioni sulle date ufficiali, gli orari e i prezzi dei biglietti arriveranno presto.
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