Facendosi un giro per la città ci si poteva arrivare, ma adesso ci sono i numeri ufficiali a confermarlo: il 2025 è stato un anno record per il turismo nella capitale.
Nel 2025 Roma ha ospitato quasi 23 milioni di arrivi, (contro gli scarsi 8 di Milano e i 5 di Firenze) di cui ben 12 dall’estero, per un totale di 53 milioni di presenze complessive. Insomma, numeri alla mano, è un po’ come se lo scorso anno ogni italiano fosse andato almeno un giorno a Roma.
Il 2025, va da sé, non è stato un anno qualunque: il turismo è stato indubbiamente trainato dal Giubileo, ma non è l’unico motivo dietro questo exploit. È stato anche l’anno della morte di Papa Francesco e della conseguente intronizzazione del suo successore Papa Leone XIV, eventi enormi sotto tutti i punti di vista, che hanno contribuito a far salire gli arrivi nella capitale.
Ma questi numeri si giustificano anche e soprattutto per l’organizzazione di grandi eventi, dalla musica al teatro, e per la rigenerazione urbana avvenuta (e che sta ancora avvenendo) grazie ai fondi del PNRR. Insomma, per i romani la bellezza della città è un valore direttamente proporzionale alle imprecazioni per i cantieri.
Ma c’è dell’altro: Roma ha goduto (cosa non frequente) anche di una stampa internazionale favorevole che ha contribuito a candidarla tra le mete da visitare assolutamente non soltanto per i suoi tradizionali punti di forza (pasta, pizza e mandolino) ma anche per una migliore accessibilità dei servizi. Capite? Roma e servizi nella stessa frase, una combo fino a qualche anno fa impensabile.
Insomma: Roma non è stata fatta in un giorno, e nemmeno in un anno. Una rondine non fa primavera e non ci sono più le mezze stagioni. Prima gli elettrodomestici duravano una vita e non è tanto il freddo quanto l’umidità a dare fastidio. Tutto vero, così come è vero che a Roma c’è ancora tantissimo da fare. Eppure, una volta tanto, sembra che la strada intrapresa sia quella giusta. E 23 milioni di arrivi in un anno ce lo conferma ampiamente.
