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Covid e mercato immobiliare in Italia: i numeri del settore

L’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del Covid-19 ha influito su diversi settori economici tra cui il mercato immobiliare. Per illustrare le potenzialità del real estate market in Italiae spiegare come i prezzi del mattone e le compravendite abbiano reagito al periodo di crisi causato dalla pandemia, BigCasa – azienda leader nel garantire la massima valorizzazione degli immobili attraverso interventi di frazionamento per proprietà di grande taglio e servizi di ristrutturazione per case di piccolo-medio taglio in cattive condizioni di conservazione – ha effettuato una ricerca analitica che sintetizzeremo all’interno di questo editoriale.

Aumentano i prezzi, si riducono le compravendite

L’Istat ha condiviso le stime preliminari che fanno riferimento al primo trimestre del 2020 e che mostrano un aumento medio dei prezzi del mattone. Facendo il confronto con il trimestre precedente si nota un aumento dello 0,9% del costo per metro quadro, incremento che diventa dell’1,7% se i primi tre mesi del 2020 vengono confrontati con il primo trimestre del 2019.

Il report dell’Istat – come spiega lo studio di BigCasa – fornisce delle informazioni interessanti anche sulle tipologie di case preferite dagli acquirenti. L’aumento dei prezzi ha riguardato soprattutto gli immobili già edificati, per i quali il confronto tra il primo quadrimestre del 2019 e quello dell’anno precedente mostra un +1,9%. I prezzi sono cresciuti però anche per le case di nuova costruzione, che hanno subito un aumento dello 0,9%.

Nonostante i prezzi siano cresciuti ed il Covid-19 non abbia avuto un impatto da questo punto di vista, l’emergenza sanitaria ha comunque influito sul settore immobiliare e lo si può notare dalla riduzione delle compravendite. Le limitazioni imposte dal Governo durante il periodo del lockdown hanno impedito ai potenziali compratori di andare a visionare gli immobili e quindi le trattative sono per il momento inferiori rispetto alle previsioni.

La riduzione delle compravendite non ha comunque influito negativamente sul valore degli immobili, i quali non solo sono riusciti a mantenere il loro prezzo, ma in molti casi sono riusciti addirittura a rivalutarsi, come mostrato dall’aumento dei costi descritto in precedenza. L’Istat ha rassicurato gli investitori spiegando che sarà necessario attendere i dati dei prossimi mesi per avere delle informazioni più attendibili sulle compravendite immobiliari nel 2020.

Se è vero che complessivamente le compravendite si sono ridotte, c’è stato però un aumento di richieste di particolari tipologie di abitazioni. È cresciuta infatti la richiesta di case in campagna, con un incremento record della domanda del 268% in provincia di Brescia, del 241% in provincia di Alessandria, del 181% in provincia di Asti, del 129% in provincia di Verona, del 123% in provincia di Viterbo e del 100% in provincia di Brindisi. Anche nelle città il mercato immobiliare ha subito delle trasformazioni: è infatti nettamente aumentata la richiesta di appartamenti con balconi, terrazzi e spazi all’aperto: perfino le abitazioni ai piani terra, da sempre vittime di forti svalutazioni economiche, sono ad oggi molto più richiesti rispetto al passato e, conseguentemente, il loro prezzo notevolmente salito.

Il mercato immobiliare a Roma

Roma è da diversi anni una delle città italiane più attive dal punto di vista immobiliare ed i dati degli ultimi mesi confermano questa tendenza. Gli immobili ubicati in città – molti dei quali classificati come immobili di prestigio – continuano ad attrarre investitori, ma la vera crescita ha riguardato le proprietà rurali in provincia di Roma. 

Le case di campagne a Roma possono vantare il primato per l’aumento del valore, infatti il prezzo medio è cresciuto del 25,4%, passando da 1.806€ al metro quadro a 2.265€ al metro quadro. Nelle altre province italiane la richiesta di proprietà rurali è cresciuta, ma non è stata accompagnata da un notevole incremento del costo. L’unica eccezione è rappresentata dalla provincia di Bologna, che ha registrato un aumento del prezzo del 18.9%, ma una riduzione della richiesta del 31%.

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