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Roma

Street food, la classica moda romana (che finisce tra un mese)

Di Angelo Paracucchi – E’ incredibile come a Roma le mode vanno e vengono, prima mangi solo carne argentina, il mese dopo ti ritrovi in un ristorante vegano, quello dopo ancora a mangiare sushi. Sono così le tendenze di Roma: veloci, rapide, carissime e completamente inutili. Ogni moda dovrebbe arricchire la città, farla crescere, nel fatturato, nell’occupazione, nel turismo e nell’eterogeneità. Quelle romane sono “alla romana”, e non fanno altro che ingorgare ancora di più il mercato e far cambiare gestione e stile ai negozi ogni anno.

Prima erano tutti impazziti per le birre artigianali, poi per il finger food, dopo i cupcake, in ultimo i cartocci di patatine fritte, adesso lo street food. Da qualche mese a questa parte a Roma si organizzano solo festival di street food, e sono tutti strapieni.

Ciambelle, patatine, fritti, dolci mignon, hamburger di pesce, arrosticini, pizza e mortadella, polpette al sugo, supplì. Tutto, purchè sia street. Se non altro, rispetto alle altre tendenze, questa sembra essere più economica. E sono innumerevoli i pischelli che hanno comprato le apette e hanno messo su un minichioschetto on the road per tentare la fortuna. Ape Magna, Streatart, Fish-lab, Chips&Beer, Pizza e Mortazza, Foodtrack, Donut, Supplizio, Romeo e molti altri. Tutti uniti per far mangiare per strada i romani.

Che poi in realtà non è così, la cosa strana è che di questi ristoranti itineranti non se ne vede neanche uno in giro, stanno solo ai festival. Sarebbe fichissimo se almeno girassero per Roma dando colore alla città con i loro trabiccoletti pieni di cibarie di ogni genere, e invece no, non si sa perché ma restano fermi alle manifestazioni.

E quindi giù coi festival, il pienone da Bee Happy, la fila fissa al Pigneto Food Market e adesso l’evento degli eventi: Streeat. Un evento da 30 mila partecipanti su Facebook che non vedono l’ora di entrare gratuitamente alla Città dell’Altra Economia a Testaccio, per banchettare con altri amici radical chic, di Roma Sud, di Roma Nord. Si perché lo street food unisce tutti, senti parlare di street food a Ponte Milvio, al Meeting di Piazza Bologna, e al Quadraro. Il cibo grassissimo ma a buon prezzo dei trabiccoli attira tutti. E la moda è, come sempre, importata direttamente dagli Stati Uniti, dove sotto Wall Street si possono trovare per strada panini all’aragosta da 25 dollari.

Diventerà così anche a Roma? Per adesso di camioncini per strada non se ne vede neanche uno, ci arriveranno prima che arrivi la prossima volta e spazzi via questa? Potrebbe andare il burro d’arachidi il mese prossimo, oppure esplodere la passione per i fichi d’india. Non lo sappiamo, per ora ci godiamo i “food truck”, insieme a migliaia di altre persone.

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1 Comment

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  1. luisa

    27 Marzo 2015 at 16:35

    Ecco esatto, ne sento parlare da tanto eppure io non ne ho mai visto uno giro, manco da lontano!

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