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Roma

I candidati a confronto su Sky, tutte le domande e le risposte

I cinque più importanti candidati sindaci al comune di Roma si confrontano in tv su Skytg24: a sfidarsi sono Roberto Giachetti (Pd), Alfio Marchini (lista civica), Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia), Steano Fassina (Sinistra italiana) e Virginia Raggi (Movimento 5 stelle), che per la prima volta in questa campagna ha accettato di partecipare a un dibattito con gli altri candidati.

Le buche

«Il Comune spende per la viabilità il 3 per cento bilancio, io vorrei darmi l’obiettivo di trovare 500 milioni di euro per mettere in sicurezza i 65 km di strade ad alta percorrenza», afferma Meloni. Giachetti invece indica in «50 milioni la cifra destinata con la precedente giunta alle buche ma ci vorrebbero 150 milioni e bisogna intervenire sull’ emergenza con il numero ad hoc dove chiamare e che garantisce in 24 ore di ripararle». Fassina indica nell’1 per cento del totale del bilancio del Campidoglio la cifra destinata ora alle buche e anche Marchini che ha sottolineato la necessità di fare una fidejussione da utilizzare qualora «i lavori di riparazione non siano stati eseguiti bene». Raggi sottolinea la necessità «di vedere come si spendono i soldi, bisogna fare gare e controlli: è stato scoperto un giro di mazzette con i quali ditte pagavano per evitare i controlli» .

Il debito

Giachetti: «Rinegoziare il debito consente di avere 200 milioni di risparmio su quello che paghiamo». Fassina: «Intervenire sull’Irpef epr le famiglie numerose». Raggi: «Prima cosa da fare è un audit per capire cosa c’è dentro e rinegoziare tassi di mutuo». Meloni: «Il debito si può rinegoziare. Alcune tasse si possono rimodulareLa tari non va pagata sulla metratura che non c’eentra con la quantità di rifiutiche produci». Marchini: «la nostra idea è quella di applicare la legge 666 già utilizzat per le Regioni in cui lo Stato con emissione ad hoc di Btp consente di abbattere gli interessi al 2%».

L’omicidio di Sara di Pietrantonio

Lei si sarebbe fermato? è la domanda ai candidati. «Sì mi sarei fermato», risponde Marchini. Raggi: «Per una donna fa scattare il dubbio se è un agguato». Meloni: «Bisogna trovarcisi ma non sono il tipo che riesce  girarsi dall’altra parte. Non c’è paura che non possa superare l’umanità». Giachetti: «Bisogna trovarcisi. Penso che quello che è successo debba farci riflettere». Fassina: «Non lo so se mi sarei fermato. Certamente avrei telefonato e mi preoccupa che non sia avvenuto».

Sicurezza

Raggi: «Ci sono circa 24mila uomini, abbiamo un contingente numerico importante che deve essere riorganizzato per portare sicurezza in tutte le parti della città, soprattutto nelle periferie. Nell’era Alemanno sono aumentati del 75% i borseggi e del 30% i furti. Il sindaco si può far sentire sul tema sicurezza». Fassina: «Nell’ambito che può essere affrontato da un sindaco, questo può migliorare la sicurezza, promuovere il coordinamento tra forze di polizia» e «un piano metropolitano per la sicurezza. Si può poi migliorare l’illuminazione e promuovere nelle scuole una cultura per la sicurezza». Meloni: «Molto dipende dalla politica nazionale, ci sono responsabilità gravissime del governo Renzi-Alfano. Un sindaco può fare delle cose, una cosa che può fare è lavorare a una migliore distribuzione dei presidi delle forze dell’ordine nella città. Abbiamo un piano di telecamere soprattutto per le zone maggiormente a rischio per spaccio e prostituzione e devi portare lavoro». Giachetti: «Un sindaco può e deve fare molto per la sicurezza. Nel mio programma ho copiato il programma del sindaco do Parigi Hidalgo per 1.000 telecamere in più, aggiungendole a quelle dei privati, e facendole confluire in una centrale operativa. Poi c’è il  tema dell’illuminazione e del mantenimento delle forze dell’ordine». Marchini: «Con noi Roma può essere una città sicura. Ho ‘stalkerizzatò Alfano e penso alla fine cederà, per estendere l’uso dei militari e dei poliziotti dopo il Giubileo e anche nelle periferie, che ha già generato il 30% in meno di criminalità. Il problema è di sicurezza ma ancor più di sicurezza percepita, servono anche illuminazione e vigili di quartiere».

Olimpiadi

Raggi: «Oggi Roma deve pensare all’ordinario. Non è una città normale. Parliamo come programma di governo di come chiudere le buche. Dobbiamo riparare le scuole che cadono in testa ai nostri figli. Prima si deve pensare all’ordinario poi allo straorindario non c’è possibilità». Meloni: «Si possono coprire le buche e contemoraneamente non rinunciare alla grandezza della capitale si possono fare delle Olimpiadi a basso impatto. Giachetti: «Criminale (riferito alla frase dei giorni scorsi delal Raggi riferita a chi pensa alel Olimpiadi) è non sfruttare una possibilità come questa». Fassina: «Abbiamo promosso un referendum. Con i soldi delle Olimpiadi meglio mettere a posto la Roma-Lido e sistemare gli autobus». Marchini favorevole alle Olimpiadi: «Ma le opere devono essere fatte per la città» e attacca il “no” della Raggi: «Non è che se uno decide di ristrutturare una casa rinuncia alle pulizie ordinarie».

Redditi

Meloni: «98mila euro lordi oltre ai rimborsi dei parlamentari. Posseggo una casa di 48 metri quadri una Mini e un gatto non so se vale – scherza la candidata di Fratelli d’Italia -. Non so quanto ho raccolto finora». Giachetti: «135mila euro l’anno. Ho una casa di 80 metri quadrati a Roma e due casaletti a Subiaco. Non ho la macchina, ho una moto. Ho raccolto grazie al mio sito circa 15mila euro il resto è finanziato dal Pd». Fassina polemico sulle spese: «Reddito 95 mila euro, casa di 90 metri quadri a metà con la moglie. Abbiamo raccolto circa 50mila euro. Questi signori – attacca – stanno spendendo milioni di euro dovrebbero dire la verità invece di fare le battute». Marchini: «Circa un milione di euro. Ho deciso di cedere le attività, mentre le proprietà immobiliari le ho cedute ai figli. Ho raccolto circa 600mila euro per la campagna, in realtà la gran parte autofinanziamento». Raggi: «La mia dichiarazione dei redditi è tra 20 e 25 mila euro. Abbiamo raccolto sui 70mila euro. la macchina è di mio marito e ho un quarto, credo, della casa di mio padre. Non ho un cane e nemmeno un gatto».

Traffico e rifiuti

Fassina punta a un «piano strategico per traffico che dimezza numero auto in 5 anni, chiudere anello ferroviario, allungare metro, costruire direttrici, più tram e ciclabili». Marchini pensa a «semafori intelligenti e sensori sotto asfalto, tram, stop evasione dei biglietti alzando tornelli, autobus nuovi e vagoni con aria condizionata». Per Raggi bisogna «tornare alla mobilità pubblica, con più bus, tagliare gli sprechi in Atac, recuperare evasione, più car sharing, bike sharing, piste ciclabili ma anche la funivia». «Recupero sprechi e abbattimento evasione col bigliettaio» sono prioritari per Meloni mentre Giachetti pensa «a preferenziali contromano, investimenti per 150 bus nuovi e 70 bus ad idrogeno». I candidati si sono confrontati anche sul problema rifiuti. Per Marchini «bisogna produrre ricchezza dai rifiuti», Raggi punta alla differenziata come Meloni e Fassina, Giachetti sui controlli e la prossimità.

«No, ma manco io, manco io». Così Marchini ha dovuto ricordare a Gianluca Semprini, il conduttore del confronto di SkyTg24, che aveva dimenticato di dargli la parola per rispondere alla domanda sulle Olimpiadi, quando già il giornalista stava per dare la pubblicità. Semprini, peraltro, ha insistito pensando che Marchini volesse usufruire del diritto di replica, fino a quando si è reso conto di dover ancora chiudere il giro.

Marchini contro Raggi

Che fine hanno fatto i confronti streaming che non ne fate da due anni? Come mai nel 60% dei Comuni che amministrate avete avuto problemi? «Non solo abbiamo continuato a fare riunioni in streaming, siamo stati tre anni in Campidoglio e io non ho mai visto Marchini, abbiamo pubblicato tutte le nostre riunioni. Adesso qui c’è una forza politica fuori dai partiti che sta chiedendo di riportare onestà e merito nelle istituzioni. Tutti hanno votato compatti per non farci avere la presidenza della commissione Trasparenza». E Marchini replica seccamente: la presidenza al cinque stelle sono stato proprio io a proporla.

Fassina e Giachetti su Marino.

«Siamo qui due anni prima della scadenza naturale perché con un fatto grave è stato dimesso Marino e il Pd è andato dal notaio con i consiglieri di opposizione. Quali garanzie il Pd può dare ai cittadini di Roma perché la storia non si ripeta?». Lo ha chiesto Fassina a Giachetti. La replica del candidato dem: «I primi a chiedere le dimissioni sono stati quelli di Sel. Non accadrà perché io non ho detto “non è politica, è Roma”, io rappresento una politica che è cambiata molto, come dimostrano ad esempio le mie liste e la mia giunta».

Giachetti a Marchini.

Giachetti si è rivolto a Marchini nello spazio della «domanda incrociata» durante il Confronto Sky. «Sei partito con lo slogan “libero dai partiti” e hai imbarcato Berlusconi, ma chi t’ha fatto fa?». Immediata la replica di Marchini, che si è detto soddisfatto di «vedere persone come Michele Placido e Silvio Berlusconi confluire sul nostro progetto civico». Quanto al leader di Fi, Marchini ricorda anche «la sua conversione avvenuta in un secondo tempo e senza porre condizioni». «Gli va dato atto di aver fatto una scelta coraggiosa», conclude.

Scintille Raggi Meloni.

«Onorevole Meloni, ora che si vergogna del suo passato fascista, prendendo 13 mila euro al mese come parlamentare – chiede Raggi -, perché non si é dimessa candidandosi? La doppia poltrona le serve come paracadute se va male?». «Il taglio dello stipendio lo risolvo andando a fare il sindaco – replica Meloni – che come si sa guadagna molto meno che un parlamentare. Si dimetteranno invece i parlamentari M5S venuti a commissariarla con lo staff? Perché Di Battista non si é dimesso?». E la Meloni ribatte: dove governate siete stati arrestati per Mafia e dove state all’apposizione finite in manette per rubare il portafogli in palestra (citando episodio del capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale ad Alessandria, Angelo Malerba ndr).

Meloni e la pensione.

«Penso che la mia storia racconti bene come sono abituata a fare il mio lavoro. Se mi sono candidata sindaco a Roma è perché voglio continuare a pensare a Roma». Così Meloni a chi le chiede se farà la consigliera comunale in caso di non elezione a sindaco. «Non ho una doppia pensione perché ho rinunciato a versare i contributi per la pensione di giornalista», risponde ancora la Meloni a chi chiede se avrà una doppia pensione in qualità di parlamentare e giornalista.

Conclusioni

Raggi: «Sono una normalissima cittadina nata e creciuta in questa città. Mi sono candidata perché non potevo tollerare lo scempio che i partiti hanno fatto di Roma. Chi vuole davvero cambiare deve avere coraggio, altrimenti non ci saranno scuse. O si cambia tutto o tutto rimane come è sempre stato». Meloni: «Vorrei che la gente scegliesse sulla base dei programmi. Se pensate che questa è una città che merita il rispetto delle regole votate per me. Roma ha bisogno di uno statuto speciale, le deve essere riconosciuto il suo ruolo di capitale. Non ho padroni, non ho capi, non ho suggeritori. Amo questa città vorrei ricostruirla insieme». Giachetti: «Non amo molto gli appelli finali, ho fatto una campagna di 4 mesi. Giudicateci su tre cose: sulle nostre storie, sulle nostre idee e sulla nostra squadra. Sono l’unico che ha annunciato una squadra. Non siamo in un talent show. Siamo a scegliere il sindaco di Roma che dovrà cercare di migliorare la qualità della vita vostra e dei vostri figli». Fassina: «Abbiamo parlato di buche, traffico, decoro ma non delle drammatiche condizioni sociali di cui soffre una grande parte di Roma. Il sindaco si deve occupare anche di questo e del livello allucinante di disuguaglianza sociale. Dobbiamo investire, per questo vi chiediamo di dare fiducia alla nostra proposta». Marchini: «Abbiamo una squadra straordinaria. Mi impegno solennemente a rinunciare a qualsiasi indennità fino a quando ridurremo le vostre tasse. Non è tempo di illusioni con chi ha già tradito una volta. Siamo incorruttibili. Noi ci siamo e con il vostro voto voltiamo pagina per restituire a questa città una speranza».

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