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Il romano alle feste fricchettone

Di Bruno Cortona – Sono le 5 di un banalissimo giovedì pomeriggio pre-ponte a via Po, Gianluca sta per finire la sua settimana di lavoro alla Ernst & Young, e come tutte le settimane ha pensato di lasciare tutto e aprire un bar a Santo Domingo, poi anche questa settimana è finita e come al solito si ritrova non sapere dove sbattere la testa per allontanare i mostri sudamericani.

Dopo la doverosa oretta e mezzo alla Dabliu di Prati apre l’iPhone e trova 62 notifiche WhatsApp, di fronte a lui si palesano tre scelte: la serata “canne e Fifa” sul divano di un amico che è andato da poco a vivere da solo a Piazza Bologna, la serata mondana classica degli amici di Roma nord, roba di Ponte Milvio-Vodoo Bar, e poi il messaggio di un suo amico sul gruppo del calcetto, il classico aristofreak che c’ha i miliardi ma fa il barbone che lo invita a un evento “hippie” a Ostia mandando un link Facebook e scrivendo: “Ragazzi, registratevi sull’evento per entrare gratis e venite qui stasera”.

Davanti alle tre scelte è disperato, si pente di aver lasciato quella stronza della sua ex che lo cornificava talmente tanto che gli amici lo chiamavano “cervo”, quasi preferirebbe fare serata in palestra, canne e Fifa l’ha fatto tutta la settimana in pellegrinaggio a turno casa degli amici fattoni e gli sembrerebbe di vivere un normale martedì sera, oltretutto la connessione Wi-Fi della casa nuova di Pietro è una merda e Ultimate Team va a scatti. Un fastidio che manco quando gli ausiliari ti fanno la multa sulle strisce blu. Infattibile. D’altra parte l’accoppiata Ponte Milvio-Vodoo bar sa già come andrà a finire, 200 euro di serata per andare tutti in bianco. Concludendo in qualche paninaro lercio tutti sconvolti in silenzio. In ultimo Riccardo, l’amico aristofreak che gli è sempre stato sul cazzo, casa comprata dai genitori al Pigneto in cui organizza una festa a settimana a cui non è mai andato, ogni partita racconta i festoni che organizza e che frequenta tra gallerie d’arte, attici e residenze d’epoca.

Dopo questa valutazione già si pregusta una serata relax da solo: cena ordinata al cinese, vasca da bagno di 3 ore condita da Facebook e Instagram a rota e poi serie tv per i 20 minuti prima di addormentarsi. Nonostante l’attrattiva dell’ultima ipotesi gli sale il pensiero che deve godersi la giovinezza e uscire, soprattutto con il clima di giugno che a Roma stare a casa è un delitto. In 5 parole: non sa che cazzo fare.

Va per esclusione: canne e Fifa e la serata “Roma nord” sa già come andranno a finire, la serata da solo a casa l’unica sorpresa che potrebbe regalargli è beccare qualche film storico su Rete 4. L’unica serata che gli può regalare sorprese è proprio la festa hippie, va sulla pagina dell’evento e vede il camioncino Volkswagen in copertina, sta già per chiuderlo e blastarlo ma scende per scupolo e scopre che è ingresso gratuito, poi spizza il dj, un certo Jolly Mare a cui non da una lira, va a sentirselo su Youtube e impazzisce, ne sente una e inizia ad andarci a rota, pezzoni su pezzoni, e la musica lo convince ad andare. Pensa anche che è gratis, e che a una festa al mare non ci va da Fatboy Slim a Fregene nel 2011, e allora si fa coraggio, si registra sull’evento, prende WhatsApp e scrive in privato a Riccardo che gli manda subito posizione e info precise da bravo fricchettone educato.

Per i vestiti non sa da dove cazzo cominciare, si toglie il Rolex e dopo mille cambi inutili esce di casa con pantaloni di seta a pois, Vans nere e maglietta a collo largo, gli sembra di essere il pagliaccio Baraldi ma si fa forza per fare da solo la strada che odia di più al mondo: la Pontina, uno sfigatissimo viaggio solitario visto che Riccardo è già lì e non vuole includere nessuno nella sua scelta. Riguarda l’evento in macchina, legge “piedi scalzi che si muovono” e sta per tornare indietro, pensa di aver fatto una cazzata e quasi rimpiange di non aver detto si agli amici pariolini, a quest’ora starebbe già a gustare un Moscow Mule al Jarro con la macchina in seconda fila, altro che le buche della Pontina.

Già si aspetta di trovare rastoni, gente nuda, tutti vegani, tutti con il Huawei, ragazze che giocano col fuoco e tutti che parlavano come Verdone in “Bianco, Rosso e Verdone”: “Patate, piselli, ravanelli”. Appena entra però si accorge subito che l’ambiente è molto più familiare di quello che pensa. La gente è scialla, mista, amichevole, Testaccio in confronto è un incontro di calcio fiorentino. Nota le facce sorridenti e rilassate, la musica giusta e al giusto volume, inoltre non c’è fila al bar e per entrare ne calca in pista, ognuno è vestito come gli pare, e soprattutto ci sono miriadi di belle ragazze che si divertono, e subito pensa che se avesse scelto la serata relax da solo l’unico sorriso femminile che avrebbe visto sarebbe stata la cinese delle consegne mentre diceva “Tledici e ottanta”.

Subito trova Riccardo che lo introduce al suo gruppo e gli offre un cocktail, non veniva salutato così dai tempi del Gilda Young, e lì gli offrivano una Fanta. Dopo il primo Gin Tonic è lanciato e se ne beve un altro, al bancone gli si fa incontro una ragazza e gli chiede una sigaretta. E allora pensa che tutto il mondo è paese, che anche qui però le belle ragazze chiedono le sigarette senza guardarti in faccia, e Ponte Milvio è più vicino.

E invece in un attimo lei si mette a parlare, gli dice che si chiama Enrica e comincia a chiedere, a interagire, lui non capisce e subisce, Enrica continua “ma ci vogliamo andare a fumare una sigaretta in tranquillità?” Propone. A quel punto panico, sono tre le cose che pensa: o mi vuole uccidere, o mi vuole vendere la cocaina o è un’escort. Per non essere scortese accetta l’invito a fumare una sigaretta, camminando lei si ferma di botto a si mette seduta sulla sabbia a gambe incrociate, “mettiamoci qui”, di solito è abituato a decidere anche le sigarette da fumare con le donne e pensa  “eccola lì la fricchettonaggine che esce fuori” per educazione si siede anche lui, si toglie cellulare e porta fogli dalle tasche dietro per non insabbiarli, la scena la fa sbellicare. Appena poggia il sedere prova una sensazione strana, di benessere, non sedeva sulla spiaggia a gambe incrociate dalle biglie allo stabilimento di Santa Severa con i suoi.

Enrica gli offre un drummino e Gianluca è così in balia della situazione e lo accetta, che se lo sapessero i suoi amici perderebbe la credibilità anche all’asta del fantacalcio. I due fumano e continuano a parlare, si aprono, spenti i drummini lei fa una proposta, inizia con “senti che ne dici se”, lui non vede l’ora di avere ragione tra narcotraffico, violenza sessuale e prostituzione. E invece le prosegue, “ci andassimo a bere un altro Gin Tonic?”. A quel punto l’illuminazione, capisce tutto, oltre alla musica buona, gli spazi vitali, i cocktail offerti, in quel posto le donne ci provano con gli uomini, ha sempre pensato che accadesse solo nella West Coast americana e invece succede anche a Ostia. Lei neanche finisce di dire la parola cocktail che Gianluca la bacia, non si baciava così con una ragazza dal campo scout. Stanno per minuti seduti a baciarsi con Jolly Mare che mette i pezzoni di sottofondo, poi vanno al bancone per il Gin Tonic che ha cambiato tutto, gli altri 4 a testa cambieranno tutto il resto. La Pontina al ritorno sarà tutta un’altra strada.

Il giorno apre gli occhi e capisce che è tutto un sogno, non poteva essere vero, evidentemente si è addormentato ancora prima di ordinare il cinese, gli sembrava così vero però, va subito a controllare su Facebook e invece vede che l’evento esiste davvero, e in quel momento entra in camera Enrica in perizoma con la colazione appena preparata e un sorrisone sul viso, Gianluca pensa solo a tre parole: “Viva i fricchettoni!”.

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