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“Un inferno di urla e fuoco”, il proprietario di Stadlin racconta la serata del Ponte di Ferro

Sabato sera Roma era in ansia per le elezioni municipali del giorno dopo, era tutto tranquillo finché sui social sono iniziate a rimbalzare le immagini e i video del Ponte di Ferro in fiamme, sempre più infuocato e infine con una parte crollata. In quello strano sabato sera i pensieri si sono accavallati, quasi un segno del destino che la notte prima delle elezioni crollasse letteralmente un simbolo di Roma Sud. 

Lì accanto, a pochi metri, ci sta la piazza dell’ex mulino Biondi dove ogni sera ci sono centinaia di romani a mangiare, bere e rilassarsi. Il locale simbolo della piazza è sicuramente lo Stadlin, vero e proprio tempio di Roma Sud per quanto riguarda il regno dei cocktail bar. Siamo andati a parlare con Edoardo Coticoni, che quella maledetta sera era lì, e ci ha raccontato i momenti concitati dell’incendio e la degenerazione della situazione.

Ciao Edoardo, raccontaci un po’ la serata di sabato sera.

Purtroppo è stata una bruttissima serata, è successo tutto alle 10:32, 10:33 di quella sera. Stavamo cominciando il turno dopo cena, qualcuno stava ancora finendo di mangiare. Ci siamo girati tutti e abbiamo visto il primo albero alla sinistra del Ponte di Ferro prendere fuoco. Da lì abbiamo chiamato subito i vigili, alcuni erano già molto impauriti anche se nessuno aveva ancora capito la gravità. Siamo andati su a vedere e il fuoco cresceva, a un certo punto anche l’albero dall’altra parte del ponte ha preso fuoco. Lì è salito il panico, sono arrivati i vigili del fuoco e l’ambulanza. E’ iniziato un inferno di urla, sirene, cadevano tutte le foglie e i rami infuocati sui tavoli delle persone. Il piazzale in un secondo è stato invaso dalle foglie bruciate, era un paesaggio spettrale con il fuoco alle spalle.

Com’è stata la reazione delle persone presenti durante l’incendio?

La metà delle persone quando si sono rese conto della gravità dell’incendio sono saliti sopra la rampa a fare i video e poi sono scappati con la macchina.

Quando avete capito che la cosa era grave?

Dopo circa 10 minuti che l’incendio si espandeva sono arrivati i vigili, a un certo punto è tutto finito al buio, blackout totale, eravamo tutti al buio. I vigili sono arrivati urlando di evacuare la zona, c’era un rischio di esplosione per il gas, stava esplodendo tutto, c’era una puzza di gas fortissima. In circa 20 minuti la piazza si è svuotata, la gente è scappata e siamo stati tutti allontanati dalla zona. Eravamo tutti molto impauriti, ci sono volute almeno due ore a cercare di fermare il fuoco.

Come stanno andando i primi giorni senza ponte?

La domanda più comune che ci fanno al telefono è “come arriviamo da voi?” e dobbiamo rispondere ponte testaccio o ponte marconi, devono necessariamente allungare il tragitto, sono gli unici due ponti che ormai collegano il lato est con il lato ovest di roma. Stiamo anche realizzando una mappa con i percorsi migliori per raggiungerci.

Qual è la prospettiva? Le autorità vi hanno già dato tempi di ripristino?

Ora arrivare da noi è sicuramente più scomodo, almeno per chi viene da est senza ponte di ferro. Ci stiamo adoperando per trovare soluzioni, abbiamo ampliato il parcheggio privato per garantire il servizio. Dopo il Covid eravamo ripartiti alla grandissima ma questa non ci voleva. La speranza è che possa tornare quanto prima possibile pedonale, da poter garantire ai cittadini di fare una passeggiata per poi venire da noi a bere un drink. 

Per le tempistiche non si sa niente, si parla di 6 mesi, di un anno o forse due, speriamo che il nuovo sindaco dia la priorità alla ricostruzione, parliamo di un monumento storico di 150 anni che caratterizza tutta la nostra zona. 

Noi staremo sempre qui con il sorriso a preparare cocktail, speriamo di non aver rovinato il lavoro di questi ultimi mesi di ripresa. Vogliamo continuare a ospitare famiglie e giovani.

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