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Apre a Roma Smash Tag, la next generation newyorkese dell’hamburger

“Annamose a fa n’hamburger”. A Roma negli anni 2000 questa frase identificava andare al pub irlandese a mangiarsi hamburger secchi e patatine mosce gufando Juventus-Sporting Lisbona un qualsiasi mercoledì sera. 

Negli anni ’10 (si, si chiamano anni 10) invece c’è stato il boom degli hamburger gourmet, qualsiasi cosa era ricercata: dal pane di Roscioli o di qualche altro forno famoso fino alla famosissima e celebre carne di Feroci (“oh, quello c’ha la carne di Feroci” è un brocardo romano ormai). Anche il ketchup è biodinamico, con pomodori coltivati dentro casa e accarezzati a mano tutti i giorni e aceto che ha tre bicchieri del Gambero Rosso, più premiato di un Brunello di Montalcino.

Dopo una decina di anni però i romani si sa, s’annoiano, e l’ultima tendenza, all’alba degli anni ’20, in mezzo a tutte queste hamburgerie, così tante che sembra di stare a Seattle, inflazionate e un po’ tutte uguali, è lo smash burger.

Chi ha fatto lo stage di Giurisprudenza alla Columbia di New York pagato dal nonno già sa cos’è, ma anche chi, prima di questo sciagurato ultimo anno, si è voluto andare a fare un frappuccino a Central Park o è andato a “studiare inglese” a Londra, la Roma Nord di Roma Nord. O chi nella vita è un po’ trend hunter.

Si, perché lo smash burger è il nuovo modo di preparare gli hamburger che sovverte tutte le regole precedenti. Se infatti avete sentito spesso il diktat di “non schiacciare mai l’hamburger”, lo smash burger è esattamente il contrario, si smasha l’hamburger, schiacciandolo e dando all’esperienza una prospettiva tutta nuova, che massimizza la crosta e lo rende il next level dell’hamburger.

Un tecnica delicata, difficile da realizzare e che presuppone una carne freschissima e di alta qualità e una modalità di cottura molto tecnica e precisa. A New York la gente impazzisce per questo tipo di hamburger già da qualche anno, con la nota catena Shake Shack che da carretto a Central Park è diventata una potenza mondiale, anche a Londra lo smash burger è già un must.

A Roma qualche giorno fa ha aperto Smash Tag, un vero e proprio tempio dello smash burger. Un locale super cool-pop che ha aperto il 9 aprile in via Michele di Lando, dietro Piazza Bologna. Basta andare sulla pagina Instagram per capire che è il next level dell’hamburger, sia come comunicazione (hanno anche una mascotte) che come foto dei panini che ti mangeresti l’iPhone.

Smash Tag nasce dopo anni di viaggi in giro per il mondo alla ricerca dell’hamburger perfetto, per migliorarlo e portarlo a Roma. E infatti la gente è già impazzita, già nei giorni scorsi non potevi aprire Instagram che c’erano Stories di persone che mangiavano lo smash burger di Smash Tag, che da una parte ti facevano sentire un po’ di FOMO, e dall’altra un po’ di fame.

L’hamburger di Smash Tag è speciale non solo per la tecnica smash ma anche perché si scioglie in bocca grazie a un’open texture che deriva da un patty composto da 4 tipi diversi di carne che vengono dai migliori allevamenti sostenibili. Una carne che viene macinata due volte e assemblata con un procedimento segreto (manco fosse la formula della Coca-Cola) per ottenere un morso unico. 

Quando i denti affondano nella carne l’hamburger si scioglie in bocca, un’esperienza indimenticabile in cui ogni pezzo è tenuto insieme dalla crosta grazie al processo di smash, ma è anche segmentato per merito della lavorazione segreta. Il fatto che noi dopo averlo provato una volta sola ci siamo fatti una cultura sull’argomento dimostra quanto ci siamo andati sotto.

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