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Chiude Settimio, la storica trattoria di Campo de’ Fiori amata da Sordi e Monicelli

Il centro di Roma è sempre meno romano. L’ultima è la chiusura di Settimio, la storica trattoria di Campo de’ Fiori a via del Pellegrino ha concluso la sua storia.

Era lì dal 1932, la gestivano Mario Zazza, 81 anni e la moglie Teresa. Hanno resistito a una guerra, una pandemia, anche ai rincari delle bollette, ma adesso sono andati in pensione lasciando l’attività.

Un locale che ha fatto la storia del centro di Roma, un menu fisso che nel tempo hanno amato Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Mario Monicelli, Renato Guttuso, anche Renatino De Pedis, che proprio a via del Pellegrino è stato ucciso.

Monicelli fece recitare il proprietario in “Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno”, talmente era affezionato al posto. Giulio Einaudi gli chiese di scrivere. Insomma, Settimio ha fatto parte della storia di Roma in maniera attiva. Adesso Settimio non ci sarà più, la gestione passa a un altra famosa trattoria di Roma, Cesare al Casaletto. Almeno così pare.

Rincari di luce e gas, affitti esorbitanti, turismo di bassa lega, desertificazione residenziale del centro. Non sappiamo qual è il male peggiore, ma sicuramente il centro di Roma non è più quello di una volta, e sarà sempre peggio se non si interviene subito. Se non vogliamo un centro fatto di negozi di calamite, pessime pizzerie a taglio, gelaterie fake e ristoranti turistici con orribili menu fuori con le gigantografie dei piatti.

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