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Da Piero Angela e la Carrà a Totti e Buffon, Roma Nord è la nuova Roma Sud

Di Francesco Cianfarani – E’ semplice capire se una zona di Roma è cambiata, cambiano le persone che ci vanno a vivere.

Qualche anno fa il Pigneto era un quartiere periferico popolare abitato da famiglie romane di umili origini, adesso è un posto di movida in cui vanno a vivere i radical chic e le case costano come a Monteverde.

O Garbatella, altro quartiere popolare adesso in voga tra architetti e registi. Villaggio Olimpico, costruito per gli atleti delle Olimpiadi ’60 e ora sempre più gettonato tra le neofamiglie parioline.

Un quartiere, anzi un’intera zona che sta completando la sua trasformazione è Roma Nord. La Roma Nord DOCG, quella composta da Ponte Milvio, Fleming, Vigna Clara, Cassia (fino al Ciak) e Cortina d’Ampezzo (fino alla “Erg”).

I primi abitanti, dalla costruzione delle prime case negli anni ’50, sono stati professionisti, di buone famiglie di Roma e del sud, che avevano avuto buone carriere e si erano trasferiti nei nuovi quartieri appena costruiti.

Una tradizione cattolica, democristiana, incentrata sulla famiglia e sulla cultura, con una sobrietà estetica e caratteriale che aveva la sua massima espressione nella messa della domenica. Anche le strade di Roma Nord erano piene di botteghe e negozi di quartiere, piccoli e sobri. Tutte con nomi e insegne sobrie. Era tutto molto sobrio, anche le case e le automobili.

Poi sono state piene di banche, per anni hanno aperto solo banche ovunque. Adesso centri estetici, parrucchieri, bangla e negozietti di moda.

Si, perché gli abitanti storici di Roma Nord, quelli che si sono trasferiti fino agli anni ’70-’80, quelli che hanno fatto Roma Nord grande, rendendola un’ambizione, ormai non ci sono più. Sono rimasti i figli, ormai adulti, che non hanno energie per tenere intatta pubblicamente la loro genetica e si limitano a snobbare i nuovi abitanti di una zona che definiscono “imbastardita”.

Quei nuovi inquilini che, come proci, hanno conquistato quasi militarmente la zona: i loro carri armati sono i suv, le loro armi sono Rolex e Amex Gold, i loro soldati sono i filippini, le loro mogli non li aspettano al ritorno dalla battaglia perché sono dall’estetista, la loro parola d’ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti, apparire!

Hanno raggiunto il sogno di abitare a Roma Nord. Ma forse con questo ne hanno sancito la fine.

E se prima la zona attirava avvocati della Sacra Rota, primari, professori ordinari e architetti, ora attira ristoratori, commercianti, piccoli imprenditori, e adesso anche calciatori.

In realtà i calciatori ci sono sempre stati, ma quasi sempre quelli della Lazio, per la vicinanza con Formello. Adesso Roma Nord, grazie anche alla letteratura mediatica, è diventata uno status a livello nazionale e internazionale. Un po’ come Bel Air a Los Angeles, Kensington a Londra e Manhattan a New York.

Infatti hanno già scelto di venirci ad abitare insospettabili come Mourinho (Parioli è comunque Roma Nord), Friedkin, Totti e, in ultimo, pare anche Buffon.

Un target che normalmente sceglieva quartieri più centrali o più moderni e kitsch, meno tradizionalisti e sobri, come Roma Sud, come abbiamo voluto estremizzare nel titolo provocatorio. Forse l’arrivo di Totti, più di tutti, sancisce simbolicamente l’addio a quella Roma Nord elitaria da Prima Repubblica, morigerata ed esteticamente parca, ancorata a valori cristiani, integralista sulla formazione universitaria e di gusto fanaticamente raffinato. Ma forse, come ricordava Sorrentino ne La Grande Bellezza di Sorrentino, “e’ il mondo che non è più raffinato”.

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