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Love It!: come dovrebbero essere tutte le feste (FOTO)

Di Bruno Cortona – Quando ci hanno invitato all’evento di Love It! Sesso consapevole, la campagna che promuove i metodi anticoncezionali diversi dalla pillola, non ci saremmo mai immaginati che sarebbe stata una serata del genere. Eravamo diffidenti, ma già dall’entrata ci siamo ricreduti, ecco il perchè.

All’ingresso non c’è fila, e già questo ci impressiona, ci basta dire: “The Roman Post” e due ragazze alte e sorridenti ci infilano il braccialetto, 10 punti per Love It! e non siamo neanche entrati. Già dal bracciale ci rendiamo conto che c’è qualcosa di speciale, non è il solito braccialetto bucherellato e volgare che non vedi l’ora di toglierti, ma un bracciale di gomma con il simbolo della donna, quello con il cerchio e la croce sotto. Sembra un bracciale cult, come il Livestrong o quelli colorati con i nomi dei peccati capitali che andavano l’estate scorsa.

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Entriamo a Villa Laetitia e l’atmosfera è surreale, innanzitutto non c’è calca al bancone, nonostante l’open bar, e questo è già parecchio surreale.  Ma la vera cosa incredibile è che la festa è senza tempo. Roma è sempre stata una città classificata, stratificata per età, classe sociale, quartiere di residenza, e alle serate raramente si trovano insieme persone di ambienti diversi. Ieri sera  no. Ieri sera sembrava di non essere a Roma, era una festa europea, di quelle senza pregiudizi e senza sguardi che ti squadrano. Avete presente le feste della Belle Epoque che racconta Woody Allen in Midnight in Paris? Quelle dove si incontrano personaggi di epoche diverse? La festa di ieri sera era così. Ci abbiamo trovato di tutto. C’erano i trentenni in carriera, gli universitari, bellissime donne mature e professionisti affermati. E l’ambiente era variegato non solo per la differenza di età, ma per l’aver fatto incrociare nella stessa serata persone e stili di vita che altrimenti non si sarebbero mai incrociati. Hipster, radical chic, trendy, la Roma bene e un assaggio di hip-pop romano. Un vero e proprio miracolo far convivere queste fazioni ideologiche. A unirli tutti è stato bravissima l’organizzazione, a indirizzarli sull’armonia giusta ci ha pensato l’open bar, quattro postazioni diverse agli angoli della villa per i barman che in maniera impeccabile hanno tirato le redini della serata.

 C’erano il Dandi e il Bufalo della serie Romanzo Criminale, Alessandro Roja e Andrea Sartoretti, c’era Claudia Pandolfi, fresca di uscita del film su Papa Wojtyla. C’erano Michela Quattrociocche e Valeria Solarino. Insomma, c’era tutto l’orgoglio romano del cinema. Mancava la musica, ci pensa il Piotta, che arriva in borghese a metà serata.

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Alle nove e mezzo l’evento clou, sale sul palco Baby K, la Fabri Fibra donna del movimento hip-hop italiano. La gente, già al terzo cocktail, si emoziona. Tre canzoni, tra cui quella scritta apposta per la campagna Love It! Sesso consapevole, che esaltano il pubblico che inizia ad applaudire e a ballare. Dopo la performance comincia il dj set con la bellissima Dj Efee, i più maturi vanno a cena, i più stoici si accontentano di qualche ottima tartina nouvelle cuisine che offre il catering e continuano a ballare fino alle 23. Quando staccano la musica si disperdono anche loro, per andare a qualche altra serata divisi e mai più uniti. Noi invece andiamo a dormire, un po’ brilli e dopo aver passato una serata diversa. Il bracciale è ancora al suo posto.

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