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A Trionfale ha aperto Lina, il progresso della pizza a taglio

“I capisaldi: la femmina, il danaro…e la mortazza!” professava Valerio Mastandrea nel video di Supercafone di Piotta. E la mortazza non è l’unico caposaldo gastronomico dei romani, ci sono, come minimo, la carbonara, la porchetta, il maritozzo e i carciofi. Ma ce n’è anche uno che si mangia più spesso di tutti gli altri, la pizza a taglio.

La pizza a taglio è una compagna di vita, un prodotto che forse più di tutti rappresenta la città e i suoi abitanti, una cosa goduriosa ma che si può mangiare in 3 minuti d’orologio. Perfetta per noi romani, sempre in ritardo, sempre di fretta, sempre golosi.

La pizza a taglio vera c’è solo a Roma, quasi in ogni strada di Roma c’è una pizza a taglio, dalle più storiche e caserecce a quelle più trendy o sofisticate. E sono tutte buone. Alcune però sono speciali, una di queste ha aperto da poco a Cipro.

Precisamente si trova a Circonvallazione Trionfale, si chiama Lina, aperta da poco più di una settimana. E a quanto pare in zona già la conoscono tutti, ma se lo tengono per loro. Infatti nonostante l’apertura recente c’è sempre gente a tutte le ore.

E quando assaggi la pizza capisci il perché. Semplicemente favolosa, l’impasto è una cosa mai provata prima, croccantissimo senza essere secco, i gusti uno più buono dell’altro, abbiamo provato la ripiena di ciauscolo e broccoletti (illegale), la coppa e stracchino (da lacrime), la patate, burrata e acciughe (indimenticabile) e, dulcis in fundo, quella con zucchine, fior di latte, pesto di zucchine e menta, per rimanere leggeri. 

Una combo perfetta di impasto unico, che dovrebbero tenersi stretti tipo la ricetta della Coca Cola, e materie prime top, con ingredienti selezionati e lavorati ad opera d’arte per essere anche belli esteticamente. Il segreto di Lina è che la pizza viene scomposta, si lavora prima l’impasto e poi i topping, che sono aggiunti praticamente tutti a freddo. Il risultato è un’esplosione nel palato, sia come croccantezza che come scioglievolezza, rendendo tutti gli ingredienti distinguibili.

La pizza in teglia, ormai si chiama così la pizza a taglio, ha quindi un nuovo tempio, in quel di Trionfale. Peraltro in una location molto carina con interni in marmo, legno e ferro battuto; l’interno trasmette proprio il concetto di artigianalità, sugli scaffali ci sono farine e oli usati nelle pizze. Il dehor è romantico con i tavolini sotto una scalinata alla romana.

Segnatevi il nome Lina, il suo scrocchio già è sulla bocca di tutti quelli che l’hanno provata. Un approccio nuovo alla pizza in teglia, tra il pop e il sofisticato, con materie prime di alta qualità ma senza essere snob o venduta a peso d’oro. Anzi, Lina non viene venduta neanche a peso, ma a tranci. Vi consigliamo, almeno la prima volta, di prendere i tranci piccoli (gli assaggi di Lina) e di assaggiare più gusti possibili. Non ve ne pentirete.

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